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Altro tris e vetta nella notte dei ricordi

Il Livorno detta legge nel derby con la Lucchese: Franco, Doumbia e Murilo mettono la firma in calce alla vittoria

LIVORNO. La serata dei brividi. Con 8000 tifosi allo stadio, un silenzio struggente lungo 9 minuti come 9 è stato il numero delle vittime dell'alluvione, e un commovente ricordo arrivato dalla Curva Nord. Ma è stata anche la serata di un gran Livorno che sul campo si è preso tutto: tre gol, tre punti e primo posto in classifica. Se il calcio può regalare un sorriso in momenti così difficili, la squadra amaranto lo ho fatto.

Eppure la Lucchese non sembrava avversario malleabile, la squadra è comunque tosta e la ha dimostrato in altre occasioni. Ma stavolta i rossoneri hanno dato segnali di vita nei primi 15 minuti della ripresa, poi sono rimasti sempre ai margini della partita.

LA LEGGE DEL TRE. Confermarsi è sempre difficile. E invece dopo il 3-0 con l'Alessandria è arrivata un'altra goleada. Vittoria netta nella forma e nella sostanza quella del Livorno, sempre più a suo agio in un 4-2-3-1 che ha trovato i suoi equilibri grazie a un Valiani inesauribile, a un Giandonato più che regista, e a quattro giocatori là davanti che ti possono far male in ogni istante della partita.

Sottil si gode anche la cooperativa del gol, che stavolta ha mandato in rete pure Franco e Murilo. Ma soprattutto si gode una squadra che gioca sempre palla a terra, cerca lo scambio, guadagna metri in campo senza quasi mai lanciare. E per la seconda volta la difesa resta pure imbattuta.

LUCCHESE DI CONTORNO. Se il Livorno è questo, sarà dura per tutti salvare le penne al Picchi. La Lucchese ci ha provato con un 3-5-2 che doveva prendere il centrocampo, in superiorità, ma la pressione del Livorno ha fatto saltare i numeri.

Leggerino l'attacco, con Del Sante e Bortolussi spesso troppo lontani dal centrocampo e comunque mal serviti. E fragili anche le corsie laterali, col giovane Bragadin in grande difficoltà. I tre cambi in contemporanea a metà ripresa, sono stati il segno dell'impotenza di Lopez. E così alla fine il migliore è stato il portiere Albertoni, il che (se perdi 3-0) la dice lunga.

A SENSO UNICO. Il Livorno ha vinto perché si è buttato dentro la partita con gli occhi della tigre. Affamato. E ha preso subito il pallino, chiudendo la Lucchese nei propri 30 metri e collezionando cinque nitide occasioni da gol nel primo tempo. La prima addirittura dopo due minuti, con Maiorino solo davanti al portiere ma incapace di superare Albertoni. Troppo più agile la manovra del Livorno, che con Valiani prima e Vantaggiato dopo (tiro salvato sulla linea da Capuano) si è divorato il vantaggio, che comunque è arrivato al 25' alla fine di una splendida azione: due passaggi di prima, Maiorino-Vantaggiato Vantaggiato-Franco, sinistro ravvicinato e palla nell'angolino. E buon per la Lucchese che poco dopo Doumbia solo davanti alla porta ha sparato addosso a Albertoni.

DOUMBIA CHIUDE. Il 2-0 è arrivato, per assurdo, proprio quando la Lucchese stava entrando in partita. E cioè dopo i primi minuti della ripresa. Nessun tiro in porta, ma Arrigoni e soci avevano guadagnato qualche metro e un paio di punizioni interessanti. Poi, improvviso, il 2-0: azione di Valiani a sinistra, cross al bacio e gran colpo di testa di Doumbia che aveva già il cambio (Murilo) pronto vicino al quarto uomo. Quando si dice che la fortuna aiuta gli audaci...

Dopo poco è arrivato
pure il 3-0, col solito cross di Valiani e stavolta zampata di Murilo, bravo ad avventarsi sul pallone.

Gli ultimi 20' sono stati folclore. Tutto amaranto. In pochi, sinceramente, si aspettavano un derby così a senso unico.

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