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Vivarini contro il Pisa: la solita partita a scacchi

Come quando allenava il Teramo, le mosse per limitare Mannini e l’idea di sfiancare l’avversario

PISA. La solita partita a scacchi fra Vincenzo Vivarini ed il Pisa. Ancora una volta il tecnico abruzzese (due anni fa vincitore in C col Teramo) ha dimostrato abilità e fantasia nel ridisegnare tatticamente il proprio gioco per limitare i punti di forza del Pisa.

MOSSE ANTI-MANNINI. Al centro dei pensieri dell'allenatore avversario, come nella passata stagione, c'era il capitano rossocrociato.

Nel Pisa-Teramo della scorsa stagione il 3-5-2, allora adottato da Vivarini, venne riadattato in un 4-4-2, allargando il centrocampista Cruciani (match-winner dell'incontro) con l'esplicito scopo di pressare Mannini sulla sinistra.

Sabato scorso invece è toccato a Rocca, impiegato prevalentemente come mezzala o esterno, adattarsi in teoria al ruolo di terzo attaccante, ma in realtà di primo difensore su Mannini, fronteggiato in seconda battuta da Bruscagin, quarto centrocampista in un 3-4-3. A sorpresa anche l'iniziale rinuncia ad un centravanti di ruolo, con Buonaiuto nelle vesti di falso nove affiancato a destra da Insigne.

SFIANCARE E POI COLPIRE. Francamente aveva sorpreso l'atteggiamento del Latina nei primi 45': delle squadre di Vivarini ricordavamo un grande e propositivo possesso di palla, non un rinunciatario arroccamento davanti all'area di rigore.

Nella ripresa, dopo l'ingresso del centravanti Corvia, abbiamo rivisto l'avversario che conoscevamo, ma in una veste nuova: un 4-3-3, escogitato in settimana, come lo stesso tecnico ha confessato.

Stavolta è stato Vivarini a disporsi praticamente a specchio sul modulo di Gattuso.

Il progetto era di resistere inizialmente e poi spingere nella ripresa contro un avversario stanco. Vivarini avrebbe un futuro anche come capitano nel Gioco del Ponte.

In realtà il gol, subìto immediatamente dopo aver allargato le maglie difensive,

sembrava aver rovinato i piani dell'allenatore.

L'ingresso di De Giorgio ha trasmesso fosforo a servizio del tridente laziale, che ha pareggiato i conti e sfiorato il blitz in un finale che vedeva il Pisa in calo fisico e mentale.

Massimo Berutto

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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