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E adesso El Niño Perez non vuole fermarsi più

La crescita esponenziale del nerazzurro, da “attaccante generoso” a bomber sempre più spietato

PISA. Leonardo Perez ha festeggiato allo stadio Curi, con 24 ore di ritardo, il suo ventitreesimo compleanno. Tre gol in cinque partite sono la risposta ai (pochi) critici e anche a se stesso, da parte di chi spesso ammetteva nelle interviste di essere poco bravo a finalizzare.

La scelta del nickname su Facebook (“Leonardo El Niño Perez”) evidenzia chiaramente che è Fernando Torres il punto di riferimento dell’attaccante brindisino.

La carica agonistica talvolta esalta ma in alcuni casi oscura il talento tecnico: Perez non è solo un generoso dispensatore di “sportellate” come spesso viene dipinto, ma un giocatore di talento, evidenziato dalla padronanza con cui riesce ad addomesticare palloni scagliati dalla retroguardia e sfruttarli in prima persona o convertirli in assist per i compagni.

Lenta metamorfosi. La crescita di Perez è stata una costante positiva degli ultimi due anni. Era il 22 novembre 2010 quando in Pisa-Lanciano spedì alle ortiche un gol già fatto all’altezza dell’area piccola. Da allora i proficui sei mesi in prestito a Giulianova, la forza di conquistarsi un posto dopo l’onta di aver visto Pisa e Bari non sborsare un solo euro per riscattare il suo cartellino. Dino Pagliari (che l’anno prima non lo aveva conosciuto) è stato il primo a credere in lui, in coppia con Perna, ricevendo in cambio 2 reti (più un’altra in Coppa) e tante buone prestazioni. La svolta però è arrivata con Pane, che non ha esitato a preferirlo a Perna (capocannoniere di squadra) nelle due finali con lo Spezia. I 3 gol attuali (più quello in Coppa contro l’Arezzo) vanno sommati agli altri 2 centri in campionato nel 2012 (il famoso gol rifilato alla Reggiana di Matteini e quello realizzato al Taranto) e uno in semifinale di Coppa sul terreno della Tritium. Un crescendo su cui il giocatore deve insistere senza allentare la presa.

Illustre predecessore. Con il passare delle settimane Perez è sempre meno Cristian Biancone e sempre più - per qualità realizzative - Gianluca Savoldi. Inizialmente era stato immediato, anche fra i tifosi, il confronto con il fedelissimo di Braglia, altro giocatore tutt’altro che scarso ma troppo precipitoso negli ultimi 20 metri. Ma Dumbo-gol è sicuramente il calciatore che gli somiglia di più, fermandosi a quelli del recente passato nerazzurro. Anche il figlio d’arte ebbe due vite sotto la Torre, separate da una metamorfosi al ritorno da un trasferimento in prestito. Savoldi dopo i

primi due anni a Pisa (1996-98 in C2), in cui comunque aveva segnato più di Perez (rispettivamente 9 e 8), tornò trasformato dopo un anno trascorso fra Saronno e Ascoli, diventando un attaccante capace di fare reparto da solo in C1, fondendo classe e fisicità.

Massimo Berutto

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