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la partenza di raimondi

Chiudere in nerazzurro un privilegio per pochi

PISA. Finire la carriera a Pisa: l’auspicio di molti, ma il privilegio di pochi. Tra il dispiacere dei tifosi, manifestato anche su Facebook, neanche Gabriel Raimondi avrà questo riconoscimento....

PISA. Finire la carriera a Pisa: l’auspicio di molti, ma il privilegio di pochi. Tra il dispiacere dei tifosi, manifestato anche su Facebook, neanche Gabriel Raimondi avrà questo riconoscimento. Pochissimi i casi di lieto fine tra le bandiere nerazzurre, almeno negli ultimi tre decenni. Ci riuscì Gianluca Signorini, che prima di smettere riportò la propria città tra i professionisti con un gol decisivo segnato sul campo del Nizza Millefonti (1995-96). Niente da fare invece per Davide Lucarelli che, dopo aver condiviso la stessa impresa (scendendo dalla A al Cnd), fu presto costretto a fare le valige verso Castelnuovo Garfagnana.

Paolo Benedetti riprese a giocare per aiutare il Pisa, ma con poca fortuna, nel 1996-97, prima del definitivo addio. Christian Amoroso è stato l’ultimo a concludere in nerazzurro la propria vicenda agonistica, ma ci è riuscito solo facendo calcisticamente… harakiri, ossia decidendo di ritirarsi la scorsa estate pur avendo un anno di contratto, davanti alla prospettiva di doversi accasare altrove.

Niente ultimo triplice fischio sotto la Nord per i vari Carparelli, Logarzo, Quaranta, Ricci, Anaclerio, Niccolini, Andreotti, Baggio, Ferrigno, Zattarin e molti altri che hanno lasciato Pisa, per motivi diversi, in età avanzata.

Ai tempi di Romeo Anconetani la situazione non era molto diversa, perché il presidentissimo doveva valorizzare i calciatori e venderli, non poteva permettersi di lasciarli invecchiare. Forse l'unica eccezione sarebbe stata fatta per Roberto Bosco, capitano del Pisa a 32 anni nel 1994, prima che il fallimento societario

mandasse in frantumi qualunque certezza. Ma questa è un’altra storia e comunque Bosco, dopo la partenza di Raimondi, è l’unico tra i professionisti in maglia nerazzurra ad avere avuto il privilegio di non essere stato ceduto.

Massimo Berutto

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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