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Dino Pagliari, il calcio a 360 gradi

Oltre ad allenare il Pisa gestisce una scuola insieme ai suoi fratelli

 PISA. Una vittoria con gol segnato da Guidone, quella di Cava dei Tirreni. Ma anche una vittoria nel segno di Dino Pagliari, che all'esordio è riuscito a rompere un digiuno di successi in trasferta lungo undici mesi. E ora il nuovo tecnico nerazzurro fa discutere ed incuriosisce. Probabilmente è il suo destino da sempre, da quando faceva l'attaccante nella Fiorentina negli anni Settanta e la sua figurina era tra le più caratteristiche dell'intero album Panini. Ci sono diverse cose da scoprire di Pagliari e ne elenchiamo alcune.  Scuola Calcio. Dino Pagliari ha una scuola calcio insieme ai suoi fratelli. Si divide tra Tolentino e Macerata, la sua città. Il campus apre le porte ai ragazzi durante l'estate e ospita protagonisti del calcio nazionale. Nell'edizione 2010 c'era l'attuale allenatore dell'Ascoli Castori e passarono giocatori importanti come Marilungo. Tutti i fratelli sono nel calcio: Giovanni fa l'allenatore ed è stato l'ultimo preso da Covarelli per la panchina del Perugia prima del tracollo. Ivo fa il preparatore atletico ed è quello che gestisce la scuola calcio. Silvio è procuratore di calciatori. «Il campus estivo non me lo perdo mai», ha raccontato proprio Dino.  Sponsor personale. Il miglior risultato sportivo da allenatore è stata la promozione in B con il Ravenna. Il direttore sportivo dei giallorossi, Buffone, ha sempre parlato benissimo di Pagliari. Questa la sua definizione: «E' un allenatore d'altri tempi relativamente al modo di gestire la squadra, è uno che vuole sapere tutto da giocatori, collaboratori e dirigenti, ed è bravissimo ad usare il bastone e la carota con i ragazzi. A livello tecnico poi fa giocare la squadra molto bene e tiene unito il gruppo».  La bicicletta. Capelli lunghi, barba incolta. Sin da quando faceva l'attaccante Dino Pagliari non è mai passato inosservato. E già allora aveva un'abitudine particolare, che ha mantenuto nel tempo: andare allo stadio per gli allenamenti in bicicletta. A Firenze era una consuetudine, ripetuta anche a Ravenna. Per andare ora a Camp Darby è più difficile muoversi sulle due ruote.  Il coro della curva. Da attaccante della Fiorentina era l'eroe della curva Fiesole, 44 partite in serie A e 6 gol, tra i quali soprattutto uno decisivo per battere la Juventus. Qualcuno si ricorda che, anni fa, su un sito internet di compravendite venne messa all'asta una sua ciocca di capelli, rinvenuta nella doccia dello stadio "Franchi" dopo una partita amichevole Fiorentina-Velletri del 1979. L'aspetto odierno del mister, occhialini e capelli corti, contrasta in pieno con il look che sfoggiava da giocatore e che gli fece prendere il soprannome di Jesus Christ. Per questo la curva fiorentina gli intonò il celebre coro "Lode a te Dino Pagliari", ripreso poi da tutte le tifoserie d'Italia.  La promessa. Un portale di calciomercato ha riportato qualche tempo fa, quando Pagliari non era ancora l'allenatore del Pisa, un'indiscrezione secondo la quale anche i nerazzurri, insieme al Portogruaro e al Cittadella,
seguirebbero per la prossima stagione il 23enne attaccante del Ravenna Gerbino Polo. Che era allenato in giallorosso proprio da Pagliari, per il quale, diceva allora il tecnico, si tratta di «una prima punta che ha molto talento».

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