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L’antica stazione del trammino “monumento” dell’abbandono

Viaggio nella zona ferroviaria tra l’ex biglietteria Ctp, largo Martini e via Pellico Il cantiere all’ex Provincia danneggia l’immagine dei luoghi 

PISA

La zona della stazione ferroviaria non ha tregua. Tra piazza Vittorio Emanuele, via Pellico e largo Martini è un susseguirsi di cantieri fantasma, degrado infrastrutturale e sociale. Residenti e commercianti da tempo si lamentano dello stato di abbandono in cui versa l’intera area: centralissima, dovrebbe fare da biglietto da visita per turisti e viaggiatori da e verso la stazione. Tra l’ex biglietteria Cpt e largo Uliano Martini il senso di abbandono è tangibile. L’altroieri il Comune alle 13 ha cercato di metterci una pezza inviando due furgoni dell’Avr a pulire l’area. Il problema non è solo della sporcizia, ma gli immobili quali la vecchia biglietteria, l’edicola ed il bar. Tutto abbandonato e fatiscente. Già nel 2014 la gara indetta dalla Provincia (ente proprietario dell’edificio) andò deserta. La palazzina ha anche un valore storico ed affettivo per i pisani perché era la stazione del trammino per il litorale. Questi due valori aggiunti però non sono bastati perché all’asta (base poco più di un milione di euro) non partecipò nessuno. Ora è in totale abbandono. E non se ne intravede un futuro dignitoso.

Le mura di largo Martini e via Bixio sembra crollino da un momento all’altro e sono infestate da vegetazione spontanea dalla base alla sommità. Quelle mura nascondono un segreto che si è svelato in occasione degli scavi condotti dal 2005 per la realizzazione del parcheggio sotterraneo di piazza Vittorio: in quell’area vennero riportati alla luce reperti pertinenti l’antica porta di San Gilio (o Sant’Egidio). Oggi purtroppo vi sono portali murati e vecchi servizi igienici anch’essi murati. Tutta la zona si riduce ad un vetusto vespasiano medievale con balordi che bivaccano e bighellonano a tutte le ore del giorno e della notte con cartoni di vino lasciati per terra. La pista ciclabile, proprio a causa di queste presenze poco rassicuranti, non è frequentata quanto potrebbe e dovrebbe, anche a causa della ridotta illuminazione.

A poca distanza il cantiere dell’ex palazzo della Provincia (ora della Regione) tiene in scacco l’intera area che va da piazza Vittorio alla chiesa di Sant’Antonio. Il cantiere è fantasma perché serve solo come recinzione, ossia impedire ai pedoni che vanno verso la stazione di avvicinarsi perché cascano calcinacci sia dall’intonaco lato via Battisti che su quello che guarda verso viale Bonaini. Nessuno ci lavora. Il tetto in più punti è sfondato. Ed infatti la recinzione avverte i passanti con cartelli di “Pericolo di crollo”. Un pericolo che incombe ormai da 18 mesi circa e non se ne vede la fine. Il cantiere imbriglia l’intero

palazzo e sottrae al pubblico utilizzo una ventina di posti bici e moto, oltre ad un posto auto per portatori di invalidità. A peggiorare la situazione, la recinzione restringe molto la carreggiata che costeggia la chiesa di Sant’Antonio creando code e rallentamenti. —



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