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anziani raggirati

Finti tecnici per furti veri: in quattro a processo

Un quinto imputato è morto in un incidente mentre veniva inseguito dalla polizia. I controlli sul gas la scusa per rubare

PISA. Prima conquistavano la fiducia dei potenziali derubati convincendoli che erano lì per un controllo a beneficio dei proprietari della casa. Poi riuscivano a distrarli anche con consigli che, per quanto fantasiosi, venivano seguiti alla lettera dai bersagli, spesso anziani. Quindi passavano all’opera concludendo il colpo con la sparizione di soldi, ori e gioielli. Sono numerosi gli episodi di furti aggravati, con una buona componente di raggiro, per quattro imputati, il cui processo è iniziato ieri mattina davanti al giudice Eugenia Mirani. C’era anche un quinto imputato, di Migliarino, ma nell’aprile 2017 è morto in un incidente stradale al Cinquale mentre in auto stava scappando inseguito da una volante della polizia. Gli altri sotto processo sono Geraldo Riviera, 35 anni, di Ivrea; Wendy Colombo, 27 anni, pisana; Paolo Cavazza, 59 anni, di Massa; Salvatore Bottone, 30 anni, di Acerra. Svariate le incursioni con un mix di ruberia e truffa contestate al gruppo che risponde di furto aggravato in concorso (tra gli avvocati Elisa Berni, Ottavio Bonaccorsi, Paolo Quadrella, Luca Pezzica, Mauro Molinengo). Per l’accusa i quattro hanno rubato con la scusa dei finti tecnici Enel o di altre società di servizi a Montignoso, Montopoli Valdarno, Cascina, Fauglia, Santa Croce sull’Arno, Cascina Terme e Pontedera. Identica la tecnica usata dai protagonisti quando si presentavano alla porta delle loro vittime ignare di ritrovarsi di lì a poco più povere e violate nell’intimità domestiche. «Buongiorno, siamo della società del gas, dobbiamo controllare il contatore per evitare eventuale perdite» era la frase di presentazione. Una volta messo piede nell’abitazione bastava tenere la parte e convincere gli anziani che dovevano fidarsi di loro. Ecco allora l’indicazione di prendere tutto l’oro e metterlo nel frigorifero per salvarlo da possibili fughe di gas. Oppure di raccogliere preziosi e gioielli e metterli al sicuro perché a rischio contaminazione. Fine del presunto controllo che si concludeva sempre con un accertamento positivo e tanti saluti. L’epilogo naturale di tante precauzioni era sempre il solito: derubare i pensionati che si erano fidati troppo dei sedicenti tecnici. Mattina e primo pomeriggio, tra il 2015 e il 2016, l’arco temporale in cui la banda in composizione variabile entrava in scena e recitava il copione degli addetti del gas e o dell’Enel a seconda del raggiro da mettere in campo. Quando gli anziani si accorgevano che non c’erano fughe di gas e sparire oltre ai tecnici

erano stati anche i preziosi era ormai troppo tardi. Qualcuno, però, si era appuntato delle targhe e grazie ai riconoscimenti fotografici gli investigatori sono riusciti a denunciare i cinque presunti autori dei furti. Poi diventati quattro dopo il decesso del ventenne sinti di Migliarino. —

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