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Inseguimento con sparo per bloccare i fuggitivi

Il colpo di pistola esploso dai carabinieri per fermare un’auto sospetta. Speronamento tra la macchina dei militari e quella scappata a un controllo

PISA. Un inseguimento in centro. Auto che sgommano, che si toccano. Una, quella dei fuggitivi, finisce contro un albero. E poi il colpo di pistola, sparato dai carabinieri per intimare un alt ignorato da chi aveva interesse a non farsi bloccare dai militari.

È iniziato come un tentativo di controllo su un’auto sospetta ed è finito con uno sparo, l’inseguimento tra una pattuglia dei carabinieri e una macchina sulla quale erano stati visti due nomadi conosciuti per i furti su vetture in sosta. Un episodio ad alto tasso di adrenalina che lunedì sera ha avuto come quinta naturale i lungarni e le stradine collaterali. Nessuno si è fatto male. I potenziali banditi sono riusciti a fuggire. L’auto di servizio è rimasta ammaccata e la vettura abbandonata dai fuggitivi è stata recuperata.

Anziché fermarsi al controllo sui lungarni, il conducente dell’auto ritenuta sospetta ha preferito tirare dritto. Una mossa di chi aveva qualcosa da nascondere. Non è escluso che nel bagagliaio ci fossero valigie e trolley rubati dai veicoli dei turisti in sosta. Di sicuro c’era un motivo valido per evitare un accertamento su auto e occupanti del mezzo. L’inseguimento è proseguito in via Volturno per poi spostarsi in via Risorgimento e via Pisano nell’area dei vecchi macelli. Gli inseguiti si sono infilati nel cantiere universitario del polo didattico ex Guidotti, dopo aver danneggiato due auto in sosta su via Trieste.

Nel “corpo a corpo” con la Bravo dei carabinieri la loro auto ha subìto alcuni danni. Ma niente, non ne volevano sapere di fermarsi. In via Trieste il rendez vous. I militari sono scesi e uno ha impugnato una pistola esplodendo un colpo in aria. Un’intimidazione che non ha sortito alcun effetto. I due hanno abbandonato la macchina e sono scappati a piedi, ignorando l’intimazione con l’uso della pistola. Dopo il colpo i fuggitivi sono svaniti. Ci sono testimoni oculari dell’episodio. Davanti ai vecchi macelli una coppia, al rientro dalla presentazione del Pisa all’Arena Garibaldi, si è trovata sulla scena della fase finale dell’inseguimento. Prima hanno sentito la sirena dei carabinieri e poi hanno visto l’auto inseguita dai militari che si è intraversata. Qualche istante e sono apparsi due militari che erano scesi dalla Bravo. E l’auto è ripartita a tutta velocità. A quel punto è stato sparato in aria un colpo a scopo intimidatorio. Che non ha ottenuto l’effetto di far fermare la macchina in fuga poi abbandonata da conducente e occupante.

Uno dei fenomeni che nel tempo è diventato una piaga cittadina è quello dei furti sulle auto. Avvengono di giorno nelle aree a più alta densità turistica. E anche di sera i bersagli non mancano per i ladri di valigie conosciuti da polizia e carabinieri per i loro trascorsi fatto

di arresti e liberazioni. Usano auto intestate a prestanome e prima dell’inseguimento di lunedì sera fu una volante della questura una domenica a dare la caccia a una Volvo con rom a bordo e un bimbo piccolo che avevano appena rubato sei trolley a una famiglia russa. —

 

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