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Pony-express morto a 29 anni: saranno ascoltati tutti i testimoni

Pisa: il giovane era in prova da due giorni in pub e risultava in nero. Il titolare dall'Ispettorato del lavoro rischia una multa da 1.500 e 9.000 euro

PISA. Lunedì 10 settembre la riunione per coordinare le indagini, mentre forse già martedì 11 saranno ascoltati i primi testimoni e svolti gli accertamenti di rito. Entra nel vivo l’inchiesta da parte di Ispettorato del lavoro e Inail dopo la morte di Maurizio Cammillini, il pony-express di 29 anni morto martedì 4 settembre in una sala operatoria dell'ospedale di Cisanello dopo essersi schiantato con un lampione di via Pietrasantina mentre stava andando a consegnare due panini e un fritto in scooter in una casa di Metato.

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Il giovane – come anticipato al Tirreno dal proprietario del locale – era al secondo giorno di prova all’Underground Pub di lungarno Mediceo e forse già l’indomani (mercoledì 5 ndr) sarebbe stato assunto. Non è un caso che dalle banche dati dell’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro – è quanto emerge da fonti vicini alle indagini – il suo nominativo non risulti collegato a quello del locale del centro della città, aperto all’inizio del 2017. Motivo per il quale gli ispettori sono convinti che Cammillini consegnasse le pizze al nero, senza una regolare copertura assicurativa.

È proprio per questa ragione che l’Ispettorato territoriale del lavoro di Pisa-Livorno vuole sentire il titolare del ristopub, che come previsto dalle norme in vigore, solo da parte dell’organismo di vigilanza, rischia una sanzione da 1.500 a 9.000 euro. Nella riunione organizzativa di stamani verrà stilato il programma dei lavori: gli ispettori avranno il compito di sentire sia i testimoni, sia le persone informate sui fatti. I dipendenti ministeriali ascolteranno anche la sorella di Maurizio, Stefania Pellegrini, che al Tirreno ha spiegato che la prima sera suo fratello «era stato pagato 17 euro anziché 20. Il motivo? Ha fatto qualche consegna in ritardo. Lo ha confidato ai suoi amici».

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Per questo motivo il giovane pisano era preoccupato a tal punto da confidare a chi gli stava intorno la paura di essere allontanato e di ritornare nell’inferno della disoccupazione, nel quale era precipitato da tempo. «Se ciò che dice la sorella corrisponde al vero – spiega la consigliera regionale del Movimento 5 stelle, Irene Galletti – tutto ciò è inaccettabile. Sono senza parole, dico solo che servono più sicurezze sul lavoro e mezzi adeguati per tutti coloro che consegnano le pizze a domicilio, non a caso il vicepremier Luigi Di Maio ha subito voluto incontrare i rappresentanti dei rider una volta salito al governo. Bisognerebbe anche pensare a tutele maggiori per tutti quei lavoratori che come Maurizio erano in prova. Voglio ovviamente esprimere le mie condoglianze alla famiglia di Cammillini, per la perdita di una vita così giovane.

IL COMMENTO Morire per un fritto e due panini di Alfonso M. Iacono

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