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Pony-express morto, il cugino: «Incidente assurdo, è stato disturbato»

Simone Pellegrini chiede giustizia: «Non ci sono segni di caduta o di frenata ed è finito dritto contro il palo. Non mi do pace»

PISA. «Come è possibile che Maurizio sia finito dritto contro un palo? Il motorino lo sapeva guidare, quella curva la conosceva benissimo e sull’asfalto non ci sono segni di frenate o di cadute. L’unica spiegazione è che qualcosa o qualcuno lo abbia disturbato. Forse una macchina, non lo so. Confidiamo nelle immagini delle telecamere, se ce ne sono. Non mi darò pace finché non mi diranno come è morto».

Vuole la verità Simone Pellegrini, il cugino di Maurizio Cammilliniil pony-express di 29 anni morto mentre con lo scooter dell’Underground Pub di lungarno Mediceo stava consegnando due panini e un fritto a Metato. Il giovane pisano era al secondo giorno di prova e forse l’indomani sarebbe stato assunto. Ma martedì 4 settembre ha perso la vita in una sala operatoria di Cisanello, a causa delle gravissime ferite causate dallo schianto contro un lampione di via Pietrasantina. La sorella più grande – Stefania Pellegrini – ha raccontato che al primo giorno di lavoro nel locale suo fratello sarebbe stato pagato 17 euro, tre in meno rispetto alla paga stabilita (di 20 euro) perché aveva consegnato alcune pizze in ritardo. Un aspetto sui cui farà luce l’Ispettorato del lavoro, che ha aperto un’indagine.

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Ma ai familiari resta un altro interrogativo, oltre alla voglia di giustizia: «Come è possibile che Maurizio sia finito dritto contro un palo senza frenare o cadere?», si chiede il cugino, 34 anni, commerciante di Ponsacco. «Non mi darò pace finché la verità non verrà fuori – dice – perché Maurizio era un ragazzo d’oro. Era povero, ma se aveva in tasca 15 euro, dieci te li dava e 5 se li teneva. Ultimamente era contento, proprio perché aveva trovato lavoro. In passato aveva svolto il Servizio civile regionale in ospedale, dove è morto: aiutava le persone a orientarsi fra i reparti. Poi è rimasto a piedi. Non ho mai visto nessuno sbattersi alla ricerca di un impiego come lui. È incredibile che lui sia morto lavorando».

Nel frattempo il Sindacato generale di base – con i referenti pisani Federico Giusti e Antonio Piro – riporta alcune testimonianze di pony-express cittadini, che lamentano «mezzi con le ruote lisce» e «contratti al nero con fisso da 15 euro a sera». «Provo a mantenermi per arrivare alla laurea, mi mancano due esami e ho già iniziato la tesi, quindi tra un anno e mezzo spero di voltare pagina. – racconta uno di loro, Antonio – Poi se penso alla sorte capitata a molti amici vedo un futuro grigio, non è detto che chiuda con le consegne delle pizze. Prima di me c’erano studenti universitari, uno è caduto dalla moto fratturandosi il piede, ma era al nero, e al pronto soccorso ha detto di essersi fatto male cadendo dallo scooter di un amico».

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«Altri colleghi se ritardano la consegna delle pizze prendono meno soldi, hai tempi contingentati da rispettare e la velocità delle consegne viene ritenuta sinonimo di efficienza. Il mio motorino – sottolinea il fattorino – frena male e si inchioda. Faccio il pony da due anni, la pizzeria chiude in agosto quando la città si svuota. La manutenzione dei mezzi dovrebbe essere ordinaria e non occasionale, dovresti avere un’assicurazione e anche indossare indumenti per attutire la caduta. Non è così».

Un altro ragazzo – di nome Giulio – secondo quanto riportato dal sindacato «prima veniva pagato con i voucher». «Guido un motorino 50 con le ruote lisce, ora sono al nero», rivela. «Mio cugino portava la spesa per un negozio di alimentari, un giorno ha avuto un incidente, aveva torto ma il mezzo non era assicurato – continua il ragazzo – così è arrivata la polizia municipale ed è scoppiato un casino. Alla fine il padrone ha pagato i danni, ma lui che aveva raccontato la verità ha perso il lavoro e nel quartiere lo hanno bollato come una spia perché il datore era ben visto».

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