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Il sindaco Di Maio teste nel processo a carico di Bolelli

L’avvocato ed ex consigliere di Rifondazione a giudizio per diffamazione: al centro della disputa il doppio ruolo di legale e politico

SAN GIULIANO TERME

È stato sentito come testimone anche il sindaco Sergio Di Maio nel processo per diffamazione (anticipato dal Tirreno nel settembre 2017, ndr) che vede come imputato l’avvocato Claudio Bolelli, 75 anni, all’epoca consigliere comunale di Rifondazione Comunista. Di Maio è stato chiamato in Tribunale perché in occasione dell’assemblea consiliare in cui sarebbe stata pronunciata la frase incriminata ricopriva il ruolo di presidente del consiglio comunale. Al centro della disputa la duplice condizione di Bolelli di avvocato che tutelava una decina di cittadini nella causa privata per un terreno. Ma anche consigliere comunale che aveva proposto una mozione con la quale “difendeva” sul piano politico le ragioni dei suoi clienti. Un presunto conflitto di interessi che aveva suscitato il disappunto della controparte, una coppia assistita dall’avvocato Giulia Padovani. Sia in primo grado che in appello i giudici hanno dato ragione ai privati. L’effetto scatenante del duello legale era l’acquisto di una porzione di terreno vicino alla loro proprietà in via Casale di Valle ad Asciano.

Secondo una decina di residenti c’era una servitù di passo da rispettare. Quando nel febbraio 2014 Bolelli con un altro collega presentò una mozione sul caso, l’avvocato Padovani scrisse all’allora sindaco e ai consiglieri comunali. Il senso della lettera era quello di «mettere a conoscenza il consiglio della circostanza dell’appello presentato contro la sentenza di primo grado che ci dava ragione (parti civili, ndr). Volevamo solo invitare il consiglio a valutare l’opportunità che uno dei firmatari della mozione fosse anche, in un doppio ruolo di consigliere e avvocato, il legale della nostra controparte». In aula l’avvocato-consigliere affermò, per l’accusa, che i coniugi avevano falsificato gli

atti per mettere di mezzo Comune e residenti e che gli uffici sapevano del suo incarico. Una dichiarazione che si trasformò in querela. Bolelli è assistito dagli avvocati Ezio Menzione e Alessandro Zarra. Prossima udienza il 9 ottobre . —

P.B.



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