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Pony-express muore nello schianto in scooter contro un lampione

Pisa: la vittima aveva 29 anni e lavorava per una pizzeria. L'incidente in via Pietrasantina. Era in prova, temeva di essere allontanato

PISA. Lavorava in prova da due giorni e l’indomani forse sarebbe stato assunto. Ma è morto poche ore prima. Un attimo prima che il desiderio di una vita – quell’agognato lavoro che gli mancava da anni togliendogli pure l’ossigeno – lo uccidesse. Fatale lo schianto contro un lampione, mentre con lo scooter della pizzeria stava consegnando due panini e un fritto a Metato, appena fuori da Pisa.

Ha perso la vita per lavoro, a 29 anni, Maurizio Cammillini, pony-express pisano che dopo «un periodo interminabile di disoccupazione» aveva appena trovato il modo di «guadagnare due spiccioli per pagare le bollette senza andare a chiedere aiuto alla Caritas», aveva confidato il ragazzo alla sorella, Stefania Pellegrini, poche ore prima di morire. Un dramma nel dramma, visto che stavolta Maurizio l’impiego lo aveva trovato davvero e per questo sprizzava di gioia. Lui che voleva l’indipendenza. Rimasto da solo – i genitori sono morti quando era piccolo – desiderava rifarsi una vita. «Non aveva neanche una fidanzata – spiega la sorella – visto che diceva che non avrebbe avuto niente da darle. Cercava prima il lavoro».

Maurizio, mentre era in giro a consegnare un ordine per l’Underground Pub di lungarno Mediceo, alle 19 di martedì è scivolato e ha sbattuto contro un palo dell’illuminazione pubblica. Quel lavoro, iniziato lunedì, era il pane per i suoi denti. Poche centinaia di euro al mese che gli sarebbero serviti per pagare le bollette e l’affitto dell’alloggio popolare in cui viveva da solo in via Matteucci, a Cisanello. «Per lui quello stipendio era tutto – racconta Stefania Pellegrini – e il giorno prima, durante le prime ore da pony-express, mi ha confidato di essere preoccupato perché aveva consegnato una pizza in ritardo. Temeva di essere allontanato».

Invece, l’indomani, al lavoro Maurizio ci è tornato. Ed è morto in sala operatoria. I medici dell’ospedale di Cisanello hanno cercato di salvargli la vita in un disperato intervento chirurgico, ma si sono arresi quando non c’era più niente da fare. Troppo gravi le ferite riportate. «Al pronto soccorso è arrivato cosciente e lo hanno subito sedato – ricostruisce la sorella – ma purtroppo aveva il fegato spezzato in due e la vena lesionata a causa della rottura delle costole. Medici e infermieri hanno fatto il possibile». Il giovane, che avrebbe festeggiato 30 anni il 23 settembre, in passato ha tentato ogni tipo di lavoro. Tentando anche come operatore porta a porta per far firmare i contratti per l’energia elettrica. «Ma in tutti questi anni ha sempre trovato le porte chiuse», chiosa Pellegrini.

Giovedì 6, alle 16, c’è stato il funerale alla chiesa della Misericordia di Pisa. Poi, probabilmente già oggi, il giovane verrà cremato. «Quando viviamo è tutto scontato – ha detto il parroco nell’omelia – ma quando succedono certe disgrazie capiamo il vero valore della vita. Maurizio ora ci guarda dal cielo».

Il 29enne, orfano dei genitori, era rimasto con la sorella, figlia della madre. Ma viveva da solo. «In questi anni ha cercato lavoro

ovunque – ricorda – e per disperazione all’ennesimo rifiuto ha smesso di credere in Dio. Nonostante questo non si è mai dimenticato di aiutare gli “ultimi”, quelli come lui, andando ad aiutare a servire i pasti alla mensa della parrocchia di Santo Stefano». 

 

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