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Sindaco insultato su Facebook querelato l’autore del post

Nella frase incriminata Sergio Di Maio descritto come «pidiota e s.....o» Il primo cittadino: «Ci siano limiti alle critiche, no alla libertà di offendere»

san giuliano terme

Facebook, immigrati e parole in libertà. Ingredienti perfetti per servire in tavola una querela con tutti i crismi. C’è ancora chi pensa che sulle bacheche si possa scrivere di tutto e contro tutti. Stavolta è il sindaco di San Giuliano Terme Sergio Di Maio a ricordare all’autore della frase ritenuta diffamatoria che non funziona così. E per spiegare le sue ragioni il primo inquilino di Palazzo Niccolini si è affidato all’avvocato del Comune per querelare un utente Fb, residente a Pisa, che nei giorni scorsi aveva scritto sulla bacheca di una simpatizzante del centrodestra: «Il sindaco di San Giuliano deve andarsene è un pidiota stronzo ci scommetterei...» Una riflessione-sfogo che è ancora visibile sul social. Un post che Di Maio non vuol far passare come semplice critica alla sua attività di amministratore. «Ho deciso di querelare l’autore di quella frase perché ci devono essere dei limiti su un terreno a volte aspro come quello della politica – spiega il sindaco –. Ho un profilo istituzionale utilizzato per informare i cittadini sull’attività dell’amministrazione. Spesso rispondo a critiche e sollecitazioni. Facebook è utile e permette di avere un confronto diretto tra amministratori e amministrati. Quando, però, si usa per diffamare e offendere è bene ricordare a chi si allarga troppo che c’è una bella differenza tra criticare, anche con parole dure, e insultare. Ecco, in questo caso, ritengo di essere stato offeso. Peraltro da una persona che neanche mi conosce, né che ho avuto modo di incontrare. E allora che sia la magistratura a valutare il comportamento di un cittadino così rancoroso nei miei confronti».

Il contesto in cui è stata “partorita” la frase da cui è sfociata la querela per diffamazione è quella attuale e delicato dell’immigrazione. Sulla propria bacheca una militante pisana di una formazione di centrodestra riferisce di un episodio raccontatole da un amico a Gagno. Il protagonista è, a suo dire, un profugo ospite dell’ex Cottolengo ad Arena Metato. Lo vedono tentare di aprire un’auto in sosta. Poi viene arrestato.

«Arrestare è un parolone, domani è di nuovo fuori» è lo start su Fb alla sequela di interventi contro profughi e amministrazioni di sinistra. Come quella guidata da Di Maio che all’accusa di «pidiota stronzo» replica con una querela. —

PIETRO BARGHIGIANI



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