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Arena restyling, via libera alla variante ma alcuni documenti mancano all’appello

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Arena restyling, via libera alla variante ma alcuni documenti mancano all’appello

Cancellata la previsione di un nuovo impianto a Ospedaletto. Messaggio al Pisa: iter al palo senza le integrazioni richieste

PISA. Via libera della giunta agli uffici per predisporre la variante urbanistica relativa allo stadio. Si tratta dell’atto che dovrà cancellare la previsione della costruzione di un nuovo impianto ad Ospedaletto, dando invece la possibilità di mettere realmente le mani (restyling) sull’Arena Garibaldi.

«Macché proseguimento dell’iter, gli altri questo provvedimento non lo avevano preso», sbotta l’assessore ai lavori pubblici Raffaele Latrofa rivendicando il nuovo corso della giunta Conti sulla questione stadio. «Gli altri» sarebbero la giunta precedente a guida Pd. «Un atto essenziale per poter procedere con il progetto che dovrà portare vantaggi anche al quartiere di Porta a Lucca», puntualizza l’assessore all’urbanistica Massimo Dringoli.

Segnato dunque un punto in avanti nella strada verso la nuova Arena? Parzialmente. «Questo è un passaggio necessario, ma non sufficiente», ammettono proprio i due assessori. In pratica, la variante urbanistica è sì un pezzo essenziale dell’iter e con l’atto approvato la giunta ribadisce la sua volontà di procedere. E allora? Ancora gli assessori: «Ora occorre la Vas (Valutazione ambientale strategica) e per questa sono necessarie integrazioni da parte della società proponente». La società proponente, dalla quale l’amministrazione attende ulteriori documenti (e non da ora), è la Dea Capital Real Estate, società che fa capo ai principali azionisti del Pisa Sc.

Nell’atto votato dalla giunta si legge infatti: «È stato deciso di dare mandato alla Direzione urbanistica-mobilità del Comune di Pisa di predisporre gli atti per procedere all’avvio della variante al piano strutturale ed al regolamento urbanistico al momento che saranno stati verificati i documenti trasmessi dal soggetto proponente». Quelli che ancora mancano all’appello. Sono modifiche ed integrazioni che riguardano soprattutto i temi della mobilità (viabilità, parcheggi, eccetera), di fatto le migliorie per Porta a Lucca. Il progetto complessivo deve essere rivisto in questo senso dallo studio incaricato da Dea Capital. «Vigileremo sui benefici per il quartiere», sostiene ancora Latrofa.

Anche di recente l’assessore si è confrontato con il presidente del Pisa, Giuseppe Corrado, e per questo dice: «I tecnici della società stanno continuando a lavorare, non ho segnali diversi al riguardo». Dringoli ribadisce: «Questa delibera dimostra la volontà della giunta di mettere in condizioni il Pisa 1909 di presentare il progetto di riqualificazione dell’Arena. Un atto senza il quale non sarebbe possibile intervenire. Quindi ora non ci sono più eventuali alibi per Dea Capital e per il club? «Si potrebbe dire così», ribatte l’assessore dopo qualche tentativo di resistenza diplomatica. E il pallone finisce nella metà campo di Corrado. «Inizio dei lavori in autunno», aveva auspicato il presidente del Pisa anche nel maggio scorso. Alt. «Non diciamo alcuna data, con gli uffici studieremo un cronoprogramma, lo confronteremo con quello che verrà dal Pisa e poi lo comunicheremo», mette le mani avanti Latrofa.

Anche perché di pari passo con l’iter urbanistico deve andare quello economico. Tra gli assenti, al momento, anche il Piano economico finanziario (Pef) alla base del progetto di restyling. Un piano che Dea Capital deve aggiornare alla luce delle stime del valore dell’Arena predisposte dall’Agenzia del Territorio. Senza il Pef in mano, Invimit non può nemmeno portare la questione Arena sul tavolo del suo cda per deliberare, a sua volta, il via libera all’operazione. E Invimit è il soggetto portante, quello che deve mettere la grande maggioranza dei soldi necessari, fino ad una trentina di milioni di euro, per finanziare

i lavori che dovranno trasformare l’Arena in un contenitore (calcio, cinema, negozi) in grado di genere utili. Per Invimit, per il Pisa e anche per il Comune. Il quale, a garanzia, ha già messo (nella precedente legislatura) a disposizione lo stadio inserendolo nel piano delle alienazioni.

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