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«Ora basta!», la rabbia dei volontari aggrediti e insultati durante i soccorsi

Appello congiunto a prefetto e questore dai responsabili di Croce Rossa, Pubblica Assistenza e Associazione Misericordie

PISA. “Buttatelo in Arno, perché lo portate all’ospedale?”, si sono sentiti dire mentre soccorrevano un tunisino sui lungarni. Oppure: “Pezzi di m..., vagabondi. Spegnete l’incendio invece di pensare a fermare le macchine”, le offese partite da un automobilista lungo la Bigattiera, dove stava andando a fuoco un’auto. «La nostra squadra era di passaggio – racconta Daniele Vannozzi, presidente della Pubblica Assistenza di Pisa – e si è fermata. Non potendo intervenire sul rogo per il fatto che la nostra competenza è limitata all’antincendio boschivo, i volontari si sono assicurati che stessero intervenendo i vigili del fuoco e si sono resi utili per il servizio di viabilità contenendo i rischi per chi transitava. Troppa gente parla e scrive senza aver azionato il cervello. Siamo stufi di certe persone».

La misura è colma tra i soccorritori pisani, che quotidianamente mettono gratuitamente a disposizione del prossimo e della comunità tempo ed energie. Lo sfogo non è isolato, bensì è congiunto, ed è racchiuso in una lettera-denuncia che lo stesso Vannozzi, il presidente del comitato di Pisa della Croce Rossa Italiana, Antonio Cerrai e il presidente dell’Associazione Misericordie pisane, Enrico Dini, hanno inviato a prefetto e questore.

Troppo spesso - questo il succo della loro presa di posizione - i volontari vengono aggrediti verbalmente durante lo svolgimento dei servizi oppure vengono derisi e offesi sui social network. È giunto il momento, quindi, di rivolgere un accorato appello a tutti i cittadini per più rispetto e attenzione. «Il nostro – scrivono nella lettera Cerrai, Dini e Vannozzi – è un impegno gravoso e oneroso sotto tanti punti di vista (operativi, organizzativi, funzionali ed anche economici), che richiede una continua formazione ed addestramento dei volontari e del personale e l’acquisto ed il mantenimento di mezzi ed attrezzature necessari allo svolgimento del servizio, affinché il livello qualitativo sia sempre di prim’ordine. Non ci limitiamo al trasporto sanitario, ma anche ad attività di prossimità sociale, di promozione della donazione, di protezione civile, intervenendo in caso di calamità e di incendi boschivi per difendere il nostro patrimonio naturale. Inoltre, ci occupiamo di informazione sanitaria in favore dei cittadini e i ragazzi delle scuole, il tutto sempre e solo in maniera gratuita e solidaristica mettendo a disposizione risorse umane e strumentali».

I responsabili delle tre associazioni si rivolgono poi direttamente a questore, prefetto e sindaci. «Riteniamo sia necessario ed importante che anche le istituzioni – continuano – si adoperino in tutti modi e nelle occasioni e sedi opportune affinché si plachi questo clima di “ostilità” e di “violenza verbale” che ci coinvolge perfino durante lo svolgimento dei servizi, nonché a causa dell’uso improprio dei social network, con critiche ed offese gratuite, che alla lunga mettono a dura prova le motivazioni e lo spirito di servizio dei volontari. Ricordiamo che il sistema di welfare locale beneficia a piene mani dell’opera delle associazioni di volontariato, che sono una colonna su cui poggiano diversi servizi essenziali necessari alla vita quotidiana delle nostre comunità. Senza la nostra opera la vita sarebbe peggiore per tutti, anche per i “leoni da tastiera” che sui social network ci deridono e ci insultano. Le nostre

sedi, capillarmente presenti sul territorio pisano, sono aperte e a disposizione di chiunque voglia consapevolmente essere utile a se stesso e al prossimo, ricevendo tra l’altro anche indicazioni ed informazioni sulle modalità con cui si attivano e funzionano i soccorsi sanitari». 

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