Quotidiani locali

Minacciata di morte e rapinata in casa dopo ben quattro furti

Pisa: «Chetati o t’ammazzo», così il bandito ha svegliato l’anziana. La testimonianza: «Spariti 400 euro e l’orologio donato da mio marito morto» 

PISA. Negli ultimi cinque anni ladri e rapinatori l’hanno letteralmente massacrata. Portandole via tutto e costringendola ad appendere un cartello in giardino con su scritto: «Andate via, qui avete portato via tutto». Ma i malviventi, il lavoro, evidentemente non l’avevano ancora finito. Tanto che lunedì 13 agosto, attorno alle 23, sono tornati. Mentre il cartello era stato tolto per imbiancare le pareti.

Incubo in via Livornese, a La Vettola, con l’ottantenne Leda Marcacci svegliata da una persona che, con una parlata probabilmente pisana, le ha detto: «Chetati o t’ammazzo». «Mi ha rubato un orologio d’oro che mi aveva regalato mio marito decine di anni fa – racconta la signora, vedova e che in casa vive da sola, ancora provata dall’irruzione del rapinatore – oltre a 400 euro che avevo messo da parte per fare dei pagamenti. Si sono arrampicati in giardino dalla casa accanto, dove abitava una donna che ora è morta, poi sono entrati da una portafinestra. Sono stata rinchiusa in camera, poi sono riuscita a uscire fuori perché la stanza fortunatamente comunica con il giardino».

La donna, durante la rapina, stava dormendo. Il bandito, quando lei si è svegliata, aveva appena portato via un cassetto, purtroppo ispezionato a dovere. E quando ha spalancato gli occhi, esclamando «Oddio i ladri», lui l’ha minacciata di morte. Portando via il secondo cassetto, prima di girare la chiave della porta e scappare. «Quell’orologio era l’unica cosa che mi era rimasta dopo i quattro furti – rimarca Leda – e a parte l’affettività che mi ci lega, non lo posso più ricomprare. Costa troppo. Non so quanto in realtà, perché non l’ho mai fatto valutare, ma aveva il cinturino grosso d’oro. Un prezzo ahimé troppo elevato».

«Le abbiamo provate tutte – dice ancora la signora, riferendosi ai continui raid criminali nella sua abitazione – e non so più cosa fare. Il rapinatore, da quanto ho capito, poteva essere pisano. Mi ha detto “Chetati”, quindi non era sicuramente straniero. Aveva una torcia in mano con cui si faceva luce per rubare».

Subito dopo la rapina, la signora, è uscita in giardino. Chiedendo e ottenendo l’aiuto del quartiere. «Qui viviamo male, in continua apprensione – spiega una vicina – e ricordo benissimo che durante uno dei quattro furti subiti dalla signora Leda, i ladri passarono dal mio giardino. Una volta hanno visitato anche il mio garage, guardando dappertutto, pure nel ripostiglio e nel furgone di mio marito. Ma per fortuna non hanno rubato nulla». La donna, per proteggersi, ha preso un labrador di 54 chili. «Senz’altro i ladri possono spaventarsi – conclude l’abitante di via Livornese – ma la paura resta. Continuano ad accadere troppi episodi. Non saprei neanche suggerire una soluzione: forse più controlli».

Diverse abitazioni, lungo la via Livornese, hanno gli adesivi degli istituti di vigilanza privati. Troppi, evidentemente, i raid dei ladri nella zona. Che approfittando delle ferie agostane potrebbero intensificare l’attività criminale, come prospettato lunedì mattina dal questore di Pisa, Paolo Rossi, che ha suggerito agli anziani di non aprire mai le porte agli sconosciuti e di avvisare i vicini in caso di prolungata assenza.

«Io ho ancora i segni degli scasso – dice un’altra vicina, indicando la porta del proprio appartamento – dato che i malviventi mi hanno fatto visita lo scorso ottobre. Hanno rubato migliaia di euro di monili

d’oro: purtroppo ho sempre sporto denuncia, ma nulla è mai stato recuperato». Incredulo anche un altro residente. «Sì, abbiamo un po’ di paura – sostiene – dato che un paio di anni fa i malviventi hanno fatto visita pure da me, per fortuna senza rubare nulla, dato che sono fuggiti subito».

TrovaRistorante

a Pisa Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NARRATIVA, POESIA, FUMETTI, SAGGISTICA

Pubblica il tuo libro