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Ex promessa del Pisa muore dopo il trapianto di fegato

Niccola Pratesi abitava ai Passi. Un mese fa l’operazione a Cisanello, poi il dramma. Il fratello: «Era grande amico e antagonista di Gianluca Signorini»

PISA. È morto a 58 anni un mese dopo il trapianto di fegato. Lutto ai Passi per la scomparsa di Niccola Pratesi, grande tifoso del Pisa nonché promessa della Berretti. L’ex difensore nerazzurro – un vecchio “libero”, ruolo che oggi è praticamente sparito – «era grande amico e antagonista di Gianluca Signorini», ricorda il fratello Liano Pratesi, titolare di un ristorante in centro. Stesso anno di nascita, stessa città, con “Il Capitano” – questo il soprannome che hanno dato a Signorini i tifosi del Genoa, di cui è diventato una bandiera, tanto da ritirare la sua maglia, la numero 6 – ha condiviso i primi calci al pallone, prima che le loro strade si separassero. Poi, purtroppo, nel 2002 Signorini è morto a causa della Sla, la sclerosi laterale amiotrofica che lo ha ucciso a soli 42 anni.

«Con Gianluca hanno giocato insieme in diverse squadre – sottolinea il fratello Liano – ma dopo alcuni cambiamenti decisi da Romeo Anconetani le cose cambiarono. Niccola doveva andare alla Pistoiese, poi ci furono delle discordie con il presidente e pian piano smise di giocare a calcio. La vita è andata così». L’ex libero della Berretti – all’occorrenza anche terzino – ha sempre vissuto ai Passi, un quartiere che per altro era sorto proprio all’inizio degli anni Sessanta. Proprio lì ha frequentato le scuole elementari Papa Giovanni XXIII, anche se all’epoca erano ospitate in un prefabbricato e non avevano neanche un nome. Poi, esaurita l’esperienza calcistica, ha iniziato a lavorare nel negozio di alimentari di famiglia, sempre all’interno del quartiere popolare. «Ha sempre vissuto e lavorato a Pisa – sottolinea il fratelli – in particolare ai Passi. È qui che abbiamo sempre abitato».

Negli ultimi anni Niccola aveva smesso di lavorare a causa di alcuni problemi di salute. Poi un mese fa – dopo una lunga attesa – l’ospedale di Cisanello lo ha chiamato per il trapianto di fegato che stava aspettando con trepidazione. Un’operazione riuscita benissimo, visto che Pratesi apparentemente stava molto meglio di prima. Ma purtroppo, negli ultimi giorni, le sue condizioni di salute sono precipitate. All’origine del malessere (e della morte) un’infezione ai polmoni, stando al racconto dei familiari forse legata alle complicanze del trapianto.

«I medici dell’ospedale? Hanno fatto il possibile, a loro non possiamo imputare

niente – racconta il fratello – perché hanno lavorato molto bene. Ne ho parlato anche con la moglie: anche lei pensa che siano stati molto bravi». Pratesi era sposato, ma non aveva figli. Il decesso lunedì pomeriggio proprio a Cisanello, dove era ricoverato dopo le ultime complicazioni.

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