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Ryanair agli assistenti di volo: «Se serve dovete lavorare fino a 14 ore al giorno»

In una mail inviata anche a Pisa la compagnia avverte le hostess e gli steward sui turni giornalieri prolungati. «Non potete rifiutare, decide il comandante»

Voli cancellati, ecco quali sono i diritti dei passeggeri Rimborso del prezzo del biglietto, riprotezione su un nuovo volo, ma anche assistenza e in alcuni casi indennizzo. Sono alcune delle tutele previste per i passeggeri nei casi di cancellazione di voli, negato imbarco e ritardo prolungato del volo. Sono previste dalla Carta dei diritti del passeggero dell'Enac (a cura di Cinzia Lucchelli)

PISA. «Se necessario dovete lavorare 14 ore al giorno». Questo – in estrema sintesi – il contenuto di una mail interna inviata mercoledì 11 luglio da Ryanair agli assistenti di volo, inclusi quelli di base al Galilei. Il documento firmato dal responsabile delle operazioni, Andrea Doolan, in caso di bisogno invita hostess e steward a non fermarsi alle 12 ore quotidiane, considerate il massimo per i lavoratori della categoria, che operano a bordo dei Boeing 737-800 per cinque giorni consecutivi, intervallati da tre giornate di stop.

In casi eccezionali, infatti, gli assistenti possono superare di due ore la mezza giornata di impiego. Arrivando a operare per 14 ore al giorno. Accade, ad esempio, quando i forti ritardi sballano i turni programmati. Non sempre, ma ultimamente è successo più di frequente. Una possibilità che nel gergo aeronautico viene definita “discretion” e che appunto è a discrezione del lavoratore, che se stanco può comunque rifiutarsi. «Nelle ultime due settimane – scrive Ryanair – un certo numero di membri dell’equipaggio di cabina si è rifiutato di portare a termine il proprio dovere sulla “discretion”. Questo comportamento ha comportato voli in ritardo, aerei fuori posizione e ritardi e disagi inaccettabili per i nostri passeggeri».

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Hostess e steward, stanchi per i prolungati turni di lavoro, recentemente hanno preferito fermarsi alle 12 ore, come previsto dal contratto. Ma secondo Ryanair è il comandante che dovrebbe decidere per tutti. Con gli assistenti che dovrebbero subire le sue direttive. Una ricostruzione che non trova conferme dalle verifiche effettuate dal Tirreno, secondo le quali ogni lavoratore che è sull’aereo dovrebbe essere d’accordo. Nessuno dovrebbe imporgli nulla, insomma. «Questo comportamento è inaccettabile e non può essere tollerato – è il messaggio di Doolan – e l’equipaggio di cabina non ha discrezione per decidere quali voli non operare. Nella rara occasione in cui vi è un problema di operare a discrezione, il comandante decide per tutto l’equipaggio. Lui è l’unica persona che può esercitare la “discretion”».

Un Boeing 737-800 della Ryanair
Un Boeing 737-800 della Ryanair


«Se un membro dell’equipaggio pensa che interrompere i voli o cancellare le vacanze delle persone sia un comportamento accettabile – conclude la lettera – allora non è adatto a questo settore. So che la stragrande maggioranza di voi non consentirebbe tale comportamento e mi dispiace doverlo portare alla vostra attenzione, ma ci sono pochi membri dell’equipaggio che pensano che il loro comfort e la loro convenienza vengano prima dei nostri passeggeri. I nostri passeggeri e la loro convenienza vengono sempre per primi». La comunicazione di Ryanair arriva a poche ore dallo sciopero organizzato ieri in Irlanda, che precede quello italiano del 25 luglio, indetto per smuovere le trattative (sempre più in salita) fra la compagnia e le rappresentanze dei lavoratori per negoziare un accordo collettivo.

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