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TRIBUNALE 

Picchiava la moglie: condannato marito violento anche coi figli

Pena di 2 anni e 2 mesi per maltrattamenti in famiglia Tra i testi a difesa anche un maresciallo dei carabinieri

PISA

Non solo maltrattamenti verso la moglie.

C’erano anche i due figli tra gli obiettivi delle sfuriate di un uomo residente sul litorale (omettiamo il nome per non rendere riconoscibili le parti offese, ndr) condannato ieri mattina con rito abbreviato a 2 anni e 2 mesi di reclusione dal gup Donato D’Auria. Il pm Aldo Mantovani aveva chiesto una condanna a 3 anni.

L’uomo, difeso dall’avvocato Carla Ochi, è in carcere da mesi.

Era stato arrestato per il reato di maltrattamenti, poi aveva ottenuto i domiciliari dai quali era evaso.

«Era per vedere i miei figli» si era giustificato al momento del fermo.

Quindi il ritorno in cella.

Il giudice entro cinque giorni deciderà se concedere la revoca della misura cautelare chiesta dal difensore che nella sua arringa aveva invocato l’assoluzione per il suo cliente parlando di litigi familiari e non di maltrattamenti come sottolineato, al contrario, dall’accusa a cui si è allineata anche la parte civile.

Il giudice ha disposto anche un risarcimento a favore della moglie dell’imputato, assistita dall’avvocato Isabella Bartoli, da stabilire nel suo importo con un procedimento da avviare davanti al Tribunale civile.

La storia conclusa ieri con una sentenza di condanna è simile per contesto e azioni a quella di tante altre situazioni di conflittualità familiare.

Litigi frequenti, discussioni pesanti, incomprensioni quotidiane che spesso finivano in scontri fisici. Uno dei temi era anche come venivano tenuti i figli.

Botte alla moglie e ragazzi maltrattati nel corso di una serie di episodi poi finiti nella querela presentata dalla donna che sfociò nell’arresto chiesto e ottenuto dalla Procura per il marito ritenuto violento.

Particolare non frequente in casi

come questo: il legale dell’imputato aveva citato come teste della difesa il maresciallo dei carabinieri della frazione di residenza della coppia.

Il sottufficiale poi non è stato sentito perché il rito abbreviato non è stato condizionato dall’esame dei testi. —



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