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IL DUELLO

Ospedale, bloccato al Tar il cantiere da 430 milioni di euro

Slitta la decisione dei giudici sul ricorso della Pessina Costruzioni contro Inso. Il contenzioso rinvia a tempi incerti l’assegnazione dei lavori per il Nuovo Santa Chiara

pisa. Questione di dettagli. Punteggi anche dello zero virgola che alla fine possono valere un appalto che supera i 500 milioni di euro. Un duello che all’esterno può sembrare combattuto a suon di cavilli e che nei fatti, nella traduzione concreta delle carte bollate, blocca un cantiere atteso da anni e che dovrebbe trasformare Cisanello in uno degli ospedali più moderni d’Europa. Prima ancora di muovere la prima betoniera l’operazione Nuovo Santa Chiara si è arenata al Tar con la prospettiva neanche tanto remota che la sfida tra i contendenti si sposti anche al Consiglio di Stato. Di sicuro il cantiere è destinato a non partire a breve. Una macchina da guerra edilizia che resta ai box in attesa del via libera dei giudici amministrativi per il ricorso presentato dalla seconda classificata, la Pessina Costruzioni. Ieri il Tar avrebbe dovuto decidere nel merito, ma l’aggiudicataria, sulla carta, Inso ha presentato a sua volta un ricorso incidentale a sostegno delle proprie ragioni. E così il Tribunale fiorentino non ha potuto fare altro che rinviare la discussione. Che ai profani potrà sembrare capziosa, ma che alla fine può incidere su un maxi-appalto da 400 milioni di euro (più 120 milioni da versare all’Aoup per il vecchio Santa Chiara). Il ricorso riguarda la Inso e l’Azienda ospedaliera assistita dall’avvocato Giuseppe Toscano. Nel ricorso Pessina Costruzioni, ultima proprietaria del giornale del Pd “L’Unità”, non contesta irregolarità o errori su bando e capitolato.

Le eccezioni sollevate riguardano la valutazione su alcuni criteri che hanno poi portato al punteggio più alto per Inso. Uno di questi è il soggetto di Real Estate che dovrà valorizzare il patrimonio del Santa Chiara trasformato secondo il piano Chipperfield. Il curriculum dei soggetti inseriti nel piano è uno dei temi divergenti. Assegnare una valutazione significa aumentare o togliere numeri al punteggio finale. E così quello che può sembrare un ammennicolo burocratico si trasforma in un sasso capace di bloccare un ingranaggio che vale mezzo miliardo di euro. A parità di condizioni dal punto di vista del valore tecnico, la differenze nelle offerte tra Inso e Pessina è di 21 milioni di euro. Sullo sfondo, ma non è materia del ricorso al Tar, anche l’ombra della crisi di Condotte Spa, della cui galassia fa parte anche Inso. Anac, l’Autorità nazionale anticorruzione presieduta da Raffaele Cantone, ha dato parere favorevole sia alle procedure d’appalto sia alla eventuale aggiudicazione a Inso - Tar permettendo - per i legami con Condotte Spa. Per il completamento dell’ ospedale di Cisanello, che accoglierà i reparti rimasti al Santa Chiara, è prevista la costruzione di edifici a uso sanitario e didattico da realizzare in quattro anni per un totale di 642 posti letto che si aggiungeranno ai 1.100 attuali (252 milioni di euro). Prevista anche la gestione e la manutenzione per nove anni sia dei nuovi edifici

che di quelli precedenti e le operazioni di trasferimento dei reparti dal Santa Chiara a Cisanello per un costo di 430 milioni di euro. L’aggiudicatario dovrà, inoltre, acquistare (120 milioni di euro) e alla valorizzazione immobiliare dell’ex Santa Chiara secondo il piano Chipperfield.

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