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il caso 

Centrale elettrica a Filettole: Comuni al Tar contro Terna

Lucca e Vecchiano si costituiscono in giudizio nel ricorso presentato dall’azienda che vuole ribaltare il parere negativo del Mibact sulla costruzione dell’elettrodotto

PISA

«Terna non ci ha ancora spiegato se l’elettrodotto di Filettole sia strategico o no. Noi sapevamo che l’unico problema fra Pisa e Lucca fossero i tralicci da interrare a Maggiano, poi nessuno ci ha più detto nulla. È chiaro che con il parere negativo del ministero ci saremmo costituiti contro il ricorso al Tar. Per altro si pone pure un problema ambientale, visto che con la centrale, dalla nostra rete, passerebbe molta più elettricità di prima».

Il sindaco di Vecchiano, Massimiliano Angori, lancia il «tutti contro Terna». Lucca e Vecchiano insieme, aspettando le mosse dei Comuni confinanti e interessati dal nuovo potenziale elettrodotto che l’azienda vuole costruire a Filettole: Camaiore, Massarosa e San Giuliano Terme. Come annunciato nel corso dell’assemblea pubblica di Nozzano lo scorso aprile, infatti, le amministrazioni di Lucca e Vecchiano si costituiscono in giudizio contro il ricorso al Tar presentato dall’azienda energetica per chiedere l’annullamento del parere tecnico istruttorio della direzione generale archeologia, belle arti e paesaggio del ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismo che, in sostanza, ha espresso parere contrario nei confronti della ipotesi del riassetto dell’elettrodotto nell’area di Lucca e Pisa, chiamata B1.

I due Comuni confermano la posizione già espressa in più occasioni nel corso della lunga battaglia: l’assoluta contrarietà a tutte e quattro le ipotesi progettuali proposte da Terna, compresa appunto la B1 che ha ottenuto il parere positivo da parte della commissione tecnica per la Via (Valutazione di impatto ambientale) del ministero per l’Ambiente, ma che ha invece avuto il diniego tecnico da parte del Mibact. Tutte le soluzioni prospettate da Terna contrastano infatti con il piano di indirizzo territoriale della Regione e sono state bocciate dalle commissioni comunali per il paesaggio.

La decisione delle due amministrazioni è stata formalizzata con delibere di giunta (a Vecchiano il 18 giugno, a Lucca il 10 luglio) che danno mandato alle due avvocature comunali di costituirsi in giudizio contro il colosso nazionale. «È normale che Terna abbia impugnato il parere del ministero, perché è totalmente contrario ai suoi interessi – continua Angori – ma noi siamo molto ottimisti. Nella nostra delibera di giunta avevamo anche presentato un parere con una serie di osservazioni, poi inoltrato alla Regione, in cui chiedevamo all’azienda la verifica degli effetti ambientali conseguenti alla costruzione dell’elettrodotto, visto che un’infrastruttura del genere andrebbe a impattare sulle linee esistenti, evidentemente attraversate da molta più energia di ora. La nostra preoccupazione è quindi anche di tipo ambientale: Terna, purtroppo, non ci ha ancora risposto. Non capiamo

ancora la reale necessità della centrale», conclude Angori.

I Comuni di Lucca e Vecchiano, nel resistere al ricorso al Tar dell’azienda contro il Mibact, mantengono il massimo ottimismo nel vedere perorata la loro causa anche dalla giustizia amministrativa. —



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