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Paura a Sant'Ermete: inquilino picchia un dipendente dell’Apes

Pisa: i funzionari delle case popolari erano in un alloggio vuoto dopo la morte di una donna, quando un suo parente li ha messi in fuga con pugni e calci

PISA. Gli ha sferrato un pugno in pieno viso, facendolo crollare sul pavimento. Poi, mentre non si poteva nemmeno difendere, lo ha preso a calci, tirandogli addosso pure un avvitatore. Paura nella mattinata di mercoledì 11 luglio in via Emilia, alle vecchie case popolari di Sant’Ermete. Erano da poco scoccate le 9 quando un dipendente dell’Apes – l’Azienda pisana edilizia sociale – insieme a una collega e ad alcuni operai è andato a controllare un alloggio popolare disabitato nel quartiere della periferia di Pisa. È lo stesso quartiere da anni dominato da tensioni (e proteste) sorte fra gli abitanti delle case pubbliche e il Comune, che attraverso la società municipalizzata prosegue negli sfratti verso chi non ha diritto a occupare gli appartamenti.

Il personale dell’azienda stava effettuando un sopralluogo in un alloggio vuoto, abitato fino a qualche tempo da una donna poi deceduta. Un appartamento trovato per altro in condizioni fatiscenti, si apprende da fonti vicine ad Apes, e che avrebbe dovuto essere riassegnato a una delle tante famiglie che attendevano pazientemente in graduatoria. I controlli sono proseguiti regolarmente fino a quando dal piano superiore è sceso un giovane che ha insultato e picchiato il dipendente. «Dove vai, questo è mio», avrebbe urlato indicando la porta d’ingresso dell’abitazione, aperta pochi minuti prima dagli operai, che hanno assistito all’aggressione. Dopodiché il personale è dovuto scappare per evitare ulteriori conseguenze fisiche e per preservare la propria incolumità.

I lavoratori dell’azienda sono quindi risaliti a bordo della Fiat Grande Punto con la quale avevano raggiunto Sant’Ermete, attendendo l’arrivo dei carabinieri (da loro avvertiti) nei pressi della rotonda vicino al cavalcavia ferroviario, che porta in via Montanelli. Lì, a poca distanza dal complesso edilizio e fuori dalla portata dell’inquilino violento, gli impiegati si erano rifugiati per sfuggire alla sua furia.

I militari della stazione di Porta a Mare, dopo averli raggiunti con una pattuglia, li hanno scortati in via Emilia per identificare l’aggressore (descritto come un giovane che vive in un alloggio vicino a quello vuoto, parente della signora deceduta), denunciato dopo che nel pomeriggio il dipendente picchiato è andato al pronto soccorso dell’ospedale di Cisanello. «A Sant’Ermete è una situazione invivibile, non ne possiamo più», dice esausto e rammaricato uno dei funzionari dell’Azienda pisana edilizia sociale. Il nuovo blitz nell’alloggio è rimandato a settembre, dopo le vacanze estive.

Non si placa quindi la tensione negli alloggi Apes di Sant’Ermete, negli ultimi anni al centro di polemiche e manifestazioni. Solo nel 2017 – secondo i dati del ministero dell’Interno – a Pisa sono stati

emessi 104 provvedimenti di sfratto, che diventano 384 prendendo in esame l’intera provincia. Diversi riguardano proprio gli appartamenti di via Emilia. In tutto, invece, sempre nella stessa annata secondo il ministero sono stati eseguiti 465 sfratti, il 19 percento in più rispetto al 2016. —

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