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Le rubano il cellulare con le foto della figlia morta tre anni fa

Lo straziante appello al ladro della madre di Tania Trovato, la ballerina uccisa tre anni fa da un male incurabile: «Restituiscimi il cellulare con le foto di mia figlia morta»

PISA. «In quel cellulare è racchiusa tutta la mia vita. Dentro ci sono le foto della mia unica e dolcissima figlia Tania, volata in cielo più di tre anni fa. Vi prego, mettetevi una mano sul cuore e ridatemi quel telefonino o la Sim con la memoria esterna così che io possa recuperare le sue immagini. L’unica cosa che mi è rimasta di lei in questa vita». A lanciare l’appello, con la voce rotta da un dolore infinito ed inconsolabile, è Maria Bellagamba, 70 anni, mamma di Tania Trovato, la nota insegnante di ballo pisana, ma anche cantante, creativa e ballerina, portata via, quaranta mesi fa, a soli 33 anni, da un male che non perdona, dopo una lunga battaglia combattuta come una leonessa, circondata dall’affetto dei tantissimi amici e della mamma che fino all’ultimo hanno sperato in un miracolo.

Tania ha lasciato in eredità una dolcezza infinita, lettere bellissime rivolte agli amici e alla sua adorata mamma, e tantissime foto, molte delle quali erano custodite nel cellulare della donna.

Ma ora quelle immagini che ritraevamo Tania felice non ci sono più. Domenica sera qualcuno ha portato via la borsa che la signora Bellagamba aveva appoggiato sul sedile della sua macchina. E con la borsa hanno preso il volo anche il telefono cellulare, il portafogli e documenti vari.

Un furto che si è consumato nel giro di pochi secondi, senza che nessuno dei presenti si accorgesse di niente.

«È evidente che qualcuno mi ha seguita - racconta Maria Bellagamba - ed ha atteso il momento giusto per entrare in azione». Il fatto è accaduto intorno alle 23 in via San Michele degli Scalzi, all’altezza del cinema Lanteri. La mamma di Tania, come da molto tempo, e soprattutto in questo periodo estivo, frequenta la messa delle ore 21 nella chiesa dei Santi Iacopo e Filippo. «Alle 22 è terminata la funzione - racconta la donna - e, come spesso avviene, rimango lì sul sagrato della chiesa in compagnia di alcune parrocchiane. Quindi intorno alle 23 mi sono avviata verso la macchina che avevo parcheggiato poco distante. Ho aperto e posizionato la borsa sul sedile del passeggero e preso un foglio che dovevo consegnare ad un’amica che mi attendeva a tre metri di distanza. In tutto mi sarò assentata una manciata di secondi, ma giusti giusti per chi ha avuto tutto il tempo di aprire lo sportello e prendere la borsa. Purtroppo quando mi sono accorta del furto ero già a casa e non ho potuto far altro che rivolgermi il giorno dopo alla questura».

Un gesto che ha veramente distrutto la signora Bellagamba. Una donna forte, provata dalla vita, ma con una fede profonda che la sorregge e le permette di andare avanti. «La fede è la mia unica forza - racconta la mamma Tania - . Vivo nella certezza che un giorno rivedrò la mia bambina. Una giovane donna, piena di vita, amata da tutti, che purtroppo fin da piccola ha dovuto fare i conti con la sofferenza e conoscere il dolore della malattia».

Maria Bellagamba non si arrende, quel telefono e quelle foto sono per lei qualcosa di prezioso al quale non può e non vuole rinunciare.

E ieri, per provare a sensibilizzare il ladro, ha preso carta e penna ed ha affisso un cartello sul finestrino della sua macchina. “Fammi riavere la borsa con il cellulare - ha scritto

Maria - o almeno la Sim con la memoria esterna. Ho tutte le foto di mia figlia morta. Ti lascio poi 50 euro qui in chiesa».

Chi fosse in grado di dare una mano alla mamma di Tania può rivolgersi alla chiesa dei Santi Iacopo e Filippo. —


 

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