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Recinti sulla spiaggia libera per ricreare le dune perdute

Al Calambrone dove prima c’era una maxi discarica è stato ricostruito l’habitat originale con la piantumazione di alcune specie tipiche della flora locale

CALAMBRONE. Se da un lato la realizzazione della darsena armata dello Scolmatore, con un “pennello” che si addentra nel mare per circa 700 metri, con ogni probabilità ha determinato un arretramento degli arenili fino a raggiungere in alcuni casi anche i 20 metri, dall’altro ha senza dubbio comportato un giovamento per la spiaggia libera che costeggia per un tratto lo Scolmatore. Quella spiaggia una decina di anni fa venne inaugurata come spiaggia libera con accesso ai cani. All’epoca era un’assoluta novità, dal momento che in quegli anni nessun stabilimento era attrezzato per ospitare anche gli animali.

Oggi le cose sono molto cambiate, ma ultimamente quella spiaggia libera in realtà era diventata solo una grande discarica, dato che per molto tempo era raggiungibile addirittura con la macchina. Non era stata introdotta nessuna attrezzatura, non c’era una fontana per dare da bere ai cani, niente doccia, era soltanto l’unico posto dove chi voleva poteva portare il cane sulla spiaggia senza incorrere in una multa. Ora le cose sono cambiate non perché siano stati introdotti dei servizi, ma perché i lavori per la darsena sono stati l’occasione per ripulire completamente quell’area e, soprattutto, è stata colta l’occasione per ripristinare le dune che in anni di abbandono erano andate perdute.

Sono state ricreate due zone umide e due staccionate con materiale naturale a protezione di piccoli recinti in bambù dove sono state piantate diverse specie tipiche della flora dunale. È stato ricostituito l’habitat originale sul principio del rispetto dell’ambiente. Ma la spiaggia libera allo Scolmatore non è l’unica spiaggia libera che sul litorale quest’anno gode di buona salute in quanto a pulizia.

Infatti, anche le altre sono in buone condizioni e per questo bisogna ringraziare la tartaruga Caretta Caretta che lo scorso anno è venuta a nidificare sull’arenile di uno stabilimento del litorale nella zona di Tirrenia. Questo evento eccezionale ha indotto gli esperti del settore a ritenere che i cambiamenti climatici possano spingere questo tipo di tartarughe a nidificare anche più a nord rispetto alle zone abituali dove depongono le uova e quindi sulle spiagge pisane che per ospitarle devono essere pulite.

Da queste considerazioni è partita un’iniziativa che vede impegnati il gruppo degli “Acchiapparifiuti” e altri volontari all’interno di un programma elaborato e coordinato da Legambiente Pisa in tandem con l’associazione TartAmare Onlus e patrocinato dal Comune di Pisa, per la pulizia sistematica della spiagge, soprattutto quelle libere che non vengono curate da nessun concessionario.

La ditta Euroambiente pensa a svuotare i bidoni delle spiagge libere, ma questo non sarebbe sufficiente a tenerle pulite perché gli operai non sono preposti a raccogliere i rifiuti sugli arenili, ed ecco quindi che entrano in gioco i volontari che a turni di quattro, ogni mattina alle sei si ritrovano per pulire gli arenili e controllare se le tartarughe sono venute a nidificare. Due si dirigono verso nord e due verso sud e l’operazione termina alle 8. La stessa cosa viene fatta anche per le spiagge che dalla piazza di Tirrenia arrivano quasi al confine con Marina di Pisa. 

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