Quotidiani locali

Incinta e con un aneurisma, due vite salvate con un intervento miracoloso

Intervento miracoloso a Pisa dell’équipe del dottor Vannozzi. La donna, una quarantenne della provincia di Massa Carrara, è di sei mesi, anche il feto sta bene

PISA. In un colpo solo ha salvato due vite. Succede raramente, ma per fortuna avviene. Specialmente quando la battaglia per la vita e contro la morte viene vinta dopo l’esplosione improvvisa di un aneurisma al cervello.

A scongiurare un doppio decesso, dopo oltre sei ore di sala operatoria, è stato il dottor Riccardo Vannozzi, direttore dell’unità operativa di neurochirurgia dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana. Con lui un’équipe di una quindicina di medici specialisti, tra cui rianimatori, ginecologi, ostetrici e neonatologi. Ne hanno fatto parte anche il professor Tommaso Simoncini, direttore dell’unità operativa di Ginecologia e Ostetricia dell’Aoup, e Paolo Mannella, professore associato in Ginecologia e Ostetricia all’Università di Pisa. Fondamentale, per la riuscita dell’intervento, è stata anche la gestione della fase acuta pre-operatoria e del decorso post-operatorio, da parte di tutta la Neurorianimazione diretta dal dottor Sergio Casagli, dove la paziente è stata a lungo ricoverata.

In fin di vita si trovava una quarantenne della provincia di Massa Carrara, che si trovava alla ventiquattresima settimana di gravidanza.Fu trasportata urgentemente al policlinico di Cisanello dopo essere stata colpita da una forte ed estesa emorragia “subaracnoidea”, un termine con cui s’intende un sanguinamento che ha luogo nell'area compresa tra le due membrane che circondano il cervello. La causa era da ricercare nella rottura di un aneurisma di quasi cinque millimetri di diametro.

Coloro che ne escono raccontano di un dolore fortissimo alla nuca, come fosse provocato da una coltellata. Poi, c’è la perdita di conoscenza, causata da un’immediata ipertensione endocranica. «Nel giro di poche ore – spiega il dottor Vannozzi – siamo riusciti ad allestire un’équipe preparatissima e trasversale, in grado d’intervenire in ogni tipo di evenienza. Con me c’erano numerosi altri colleghi di varie discipline. Oltre a Cisanello, in Toscana solo a Careggi può succedere lo stesso. Da un lato c’era l’esigenza di operare al più presto, come sempre accade nel caso di rotture di aneurismi, dall’altro c’era da prestare la massima attenzione alle condizioni del feto (un maschietto, ndr). Il monitoraggio è stato sempre continuo e, ovviamente, doppio. Devo dire che prima di entrare in sala operatoria non ho potuto non pensare a quel bambino con un futuro tutto davanti, ma quando ho cominciato ad operare mi sono concentrato esclusivamente sull’aneurisma e sulla sua asportazione, pensando prima di tutto alla sopravvivenza della donna».

L’intervento è stato lungo ed estremamente delicato. «Anche perché – precisa il primario della Neurochirurgia pisana – non potevamo certo procedere con la classica angiografia (a Cisanello sono attrezzatissimi e hanno a disposizione il nuovo angiografo biplanare, ndr) che avrebbe messo subito a rischio l’embrione».

In sala operatoria non ci sono stati contrattempi. Tutto, fortunatamente, è filato liscio. La donna è stata salvata ed insieme a lei è stato salvato il suo bambino.Dopo l’intervento, la futura mamma ha trascorso due settimane di degenza a Pisa. «Il bimbo ovviamente – può ora sorriderci su il dottor Vannozzi – non si è accorto di nulla. Se un giorno vorrà sapere quanto successo, glielo potrà spiegare sua madre». Da un paio di giorni la donna è stata dimessa ed è tornata a casa, dove ha potuto riabbracciare la figlia di sedici anni e dove potrà godersi la seconda parte della propria gravidanza. Senza più un mostro pronto a scatenarsi in testa.

VIDEO. Pochi giorni fa sempre a Cisanello un altro intervento "speciale"

Intervento speciale a Cisanello: "Così abbiamo salvato la vita a una sedicenne" Lo straordinario intervento chirurgico, durato 13 ore, compiuto all'ospedale Cisanello di Pisa da tre equipe di medici per evitare a una studentessa pistoiese l'amputazione di una gamba colpita da un tumore. Ricostruita la coscia con la microchirugia. La ragazza potrà tornare a camminare e correre.L'ARTICOLO

I COMMENTI DEI LETTORI

TrovaRistorante

a Pisa Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NARRATIVA, POESIA, FUMETTI, SAGGISTICA

Pubblica il tuo libro