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IL CASO

Mamma morta da 10 anni e lei incassa 150mila euro

Condannata a un anno e 10 mesi. Non aveva mai comunicato il decesso all’Inps: la madre era titolare di tre pensioni che venivano ritirate con delega dalla figlia

PISA. I soldi sono spariti. Resta solo la condanna con la sospensione della pena. Non è mai comparsa in aula Serena Giovannetti, 50 anni, originaria di Vecchiano, condannata ieri mattina dal collegio del Tribunale (presidente Dani, a latere Iadaresta e Grieco) a un anno e 10 mesi con la condizionale. Il pm Sisto Restuccia aveva chiesto una pena di 2 anni. Giovannetti, assistita dall’avvocato Franco Mugnai, era finita a giudizio con l’accusa di indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato. In pratica dal 2006 al 2016 aveva incassato le tre pensioni della mamma deceduta per un totale di almeno 150mila euro. Non aveva dovuto architettare chissà quale raggiro nei confronti dell’ Inps. Era stato sufficiente restare in silenzio quando la madre era morta. Nessuna comunicazione all’istituto di previdenza che ha continuato a versare l’assegno incassato dall’imputata che aveva la delega per prendere i soldi in nome e per conto del genitore scomparso. Fino al 2010 il giudice ha emesso una sentenza di non doversi procedere per intervenuta prescrizione. La condanna ha coperto gli anni fino al 2016. Gli inquirenti hanno cercato beni da colpire per recuperare qualcosa. Non hanno trovato niente. Giovannetti risulta nullatenente. E anche irreperibile per il suo legale che per quattro volte si è visto tornare indietro le raccomandate inviate alla cliente. Sparita e, forse, persino inconsapevole di essere finita sotto processo. E ora pure condannata. Non veniva contestato all’imputata di aver escogitato truffe o raggiri per prendersi la pensione della mamma. Il reato si è consumato con il silenzio della donna al momento del decesso della madre. Un comportamento, con induzione in errore dell’ Inps (che non riceve in automatico i certificati di morte dalle anagrafi

dei Comuni), che non ha contemplato la presentazione di documenti falsi o dichiarazioni taroccate per garantirsi il vantaggio patrimoniale. L’erede si è comportata come se nulla fosse continuando a percepire la sommatoria di assegni che in dieci anni le sono serviti per tirare a campare.

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