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Pestato e rapinato fuori dal parco giochi

Vittima della furia di due banditi il 52enne Gaspare Scalzo, aiutante del Lilliput. L’imprenditore: «Forse chiudo l’attività»

PISA. Prima il destro, poi il sinistro. E Gasparino – è il soprannome con cui alle Piagge lo conoscono tutti – crolla per terra. Svenuto. È stato aggredito da due persone fuori dal Parco giochi Lilliput di via del Tondo Gaspare Scalzo, 52 anni, frequentatore fisso della struttura e amico fraterno del titolare, l’imprenditore Fabio Nesti, a cui spesso dà anche una mano. È successo tutto attorno alle 20 di sabato sera, proprio fuori dal cancello del giardino in fondo alle Piagge, amatissimo dai bambini.

Nesti e Scalzo hanno appena chiuso i cancelli e stanno andando via. Si salutano. Il proprietario – che a Pisa è attivo anche nel trasporto turistico con i trenini dal parcheggio scambiatore di via Pietrasantina a Piazza dei Miracoli – prende la macchina e si allontana. Gaspare, che abita lì vicino, sta andando a casa. Non è chiaro se a piedi o in bici. A un certo punto, in lontananza, vede due persone. «Di nazionalità rumena», spiegherà poi al suo amico che poche ore dopo lo andrà a trovare in pronto soccorso. Si avvicinano. Il 52enne, che ha il telefonino in mano, non fa in tempo a parlare che uno dei due sferra prima un destro, poi il sinistro, dritto sulla faccia di Gasparino. Che crolla a terra. I malviventi fuggono col suo cellulare. E lui – stordito e sdraiato sulla strada sterrata – si risveglia poco dopo, giusto in tempo per chiedere aiuto urlando a qualche passante, che vedendolo chiama il 118.

I volontari, con un’ambulanza, lo portano a Cisanello in codice giallo. A preoccupare è soprattutto il trauma cranico provocato dall’aggressore. Per accertamenti Scalzo (che è originario di Agrigento) è rimasto in ospedale anche ieri, ricoverato nel reparto di medicina generale. «L’ho visto molto confuso – conferma Nesti – e provato, ma si riprenderà. Per fortuna non gli hanno rubato il portafogli». Sul posto, avvertita dalla centrale operativa del 118, anche la polizia di Stato. E l’imprenditore – poche ore dopo l’aggressione – si sfoga, minacciando di chiudere il parco. «Sa quante volte ho trovato la cassa sbattuta per terra? – tuona – Qui non si può più lavorare, è pericoloso: subiamo troppi episodi di violenza. Prima, con la bella stagione, stavo aperto anche la sera. Ora non posso perché in zona è pieno di sbandati e non viene più nessuno»

Non è la prima volta che Gasparino viene aggredito:

era già successo nel 2013, quando fu picchiato a sangue (i banditi gli fecero saltare due denti con una pala) e rapinato dell’incasso del parco, circa duemila euro. «Sa che cosa sto pensando? – conclude Nesti – Di chiudere. Sì, mi viene voglia di chiudere per sempre».
 

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