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Un intero quartiere e 1.500 pazienti restano senza medico

L’assistenza sarà garantita da un altro dottore ma lontano  da Putignano con disagi soprattutto per gli anziani

PISA. «Il nostro medico di famiglia va in pensione e noi dove andremo anche solo per farci fare una ricetta? ». C’è forte preoccupazione per i circa 1500 pazienti del medico di famiglia di Putignano che dal primo giugno andrà in pensione. Chi ci scrive, tradendo nella domanda un sicuro disagio, è Bruno Gadducci che poco tempo fa ha appreso proprio nella saletta di aspetto dell’ambulatorio che il suo medico che lo segue da oltre venti anni, andrà in pensione. «Sono rimasto sorpreso – dice Gadducci – e con me lo saranno sicuramente anche tutti i suoi pazienti che sono più di un migliaio» . Gadducci ha 76 anni e teme che anche soltanto per farsi fare una ricetta debba fare chilometri e chilometri. «Allo stato attuale – continua il nostro lettore – non sappiamo se quello studio, in quella strada, verrà rilevato da un altro medico di famiglia. Per ora però, siamo stati invitati a scegliere un altro medico». Sicuramente la scelta di un altro medico dopo venti anni di fiducia riposta, non deve essere facile. «Infatti – continua Gadducci – ma oltre al rapporto fiduciario, non si sa dove andremo a farci visitare e molti di noi sono anziani e senza mezzi di trasporto privati e si sa che i bus in queste zone non passano frequentemente».

Il problema dei medici di famiglia che vanno in pensione, è stato affrontato più volte dal nostro giornale. Nei prossimi cinque anni, in Toscana, andranno in pensione circa mille e cinquecento medici di medicina generale. A fronte di ciò, ne usciranno dai corsi di formazione – e quindi abilitati – 350. La professione di medico di famiglia, tra i camici bianchi non è particolarmente appetibile perché un medico neolaureato deve fare tre anni di tirocinio in medicina generale a 800 euro mensili, poi superare l’esame ed ottenere così l’idoneità. Giuseppe Figlini, presidente dell’Ordine dei medici e chirurghi torna però sul caso specifico segnalato dal nostro lettore e spiega come funziona il sistema visto che il timore è che il nuovo medico di famiglia potrebbe aprire l’ambulatorio a diversi chilometri di distanza da quello attuale. «In linea teorica – spiega Figlini – il nuovo medico di famiglia potrebbe aprire un ambulatorio anche a Cisanello perché sempre a Pisa, sarebbe» . Quindi non vi è alcun obbligo neppure regolamentare che imponga al nuovo medico di rilevare lo stesso ambulatorio collocato a quell’indirizzo. «Nella prassi però – spiega Figlini – è alquanto difficile che un nuovo medico decida di spostare il proprio ambulatorio lontano da quello precedente e

lo fa sia per favorire sia se stesso che i pazienti ormai abituati a sapere che c’è un loro medico in quella zona». Figlini tranquillizza poi dicendo che a settembre verrà emanato un bando per quattro posti e sostiene che non ci sarà alcuna emergenza di carenza di medici di famiglia.

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