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San Giuliano: ogni abitante butta via 400 euro nel gioco d'azzardo

Dati allarmanti nel Comune termale: 10 milioni e mezzo di euro l'importo perso ogni anno. Cecchelli: "Metà del bilancio municipale"

SAN GIULIANO TERME. Dieci milioni e mezzo spesi in giochi d’azzardo, slot, schedine e gratta e vinci, oltre 400 euro l’anno per ciascun abitante di San Giuliano. Sono questi i numeri allarmanti del comune termale, dove al primo circolo Arci che bandì le macchinette infernali – quello di Campo – giovedì scorso è stato presentato il libro “Lose for Life, come salvare un paese in overdose da gioco d’azzardo”.

L’incontro è stato promosso dal Pd e da Avviso Pubblico, l’associazione degli enti locali contro le mafie e la criminalità organizzata, per sensibilizzare sui rischi sociali del gioco d’azzardo nel nostro paese. Ha presentato il libro la coautrice Giulia Migneco. L’obiettivo è prevenire e contrastare la patologia da gioco, la corruzione e la criminalità organizzata mettendo al servizio delle amministrazioni pubbliche, le informazioni acquisite dall’Osservatorio parlamentare di Avviso Pubblico.

Sono intervenuti all’iniziativa la responsabile legalità provinciale, Paola Viegi, la presidente Arci Pisa Stefania Bozzi e il vicesindaco di San Giuliano, Franco Marchetti. Maria Lucà, responsabile legalità del Pd termale, ha coordinato l’iniziativa: «Ritengo che iniziative di questo tipo debbano essere promosse con più frequenza su tutti i territori – dice – perché parliamo di un problema reale che colpisce la parte più debole della popolazione. Chiedo agli amministratori e ai politici, ognuno per la propria parte, di impegnarsi e di mettere a disposizione gli strumenti necessari per contrastare le ludopatie», conclude Lucà.

«Numeri esorbitanti – aggiunge il segretario del Pd di San Giuliano, Matteo Cecchelli – una cifra pari a quasi la metà del bilancio comunale. Numeri che fanno riflettere su quanto questi giochi abbiano intaccato fette importanti della nostra società. Purtroppo a rimetterci sono le fasce più deboli, quelle che scommettono con la fortuna la rivalsa sulla vita. La Regione è intervenuta sul tema per rafforzare il contrasto al gioco d’azzardo con una legge – continua – e la nostra è una regione all’avanguardia su questi temi, ma purtroppo alla base esiste un forte conflitto di interesse. Le slot, che conquistano metà del mercato del gioco d’azzardo,

fruttano miliardi di euro per lo stato e circa mille euro al mese per un esercente che decide di istallarla nel proprio locale. Un problema sociale come questo non si può combattere solo con le limitazioni, servono riforme strutturali da parte dello Stato», conclude Cecchelli.
 

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