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La Torre di Pisa non teme i terremoti proprio perché pende

Uno studio spiega il segreto della resistenza a quattro sismi. «Fosse stata dritta e su terreno roccioso sarebbe crollata»

PISA. Sono i quattro gradi di inclinazione più famosi al mondo. Il simbolo di un miracolo in Piazza dei Miracoli. Quella Torre che a Pisa pende da 800 anni ma non cade mai. Ora un team di ingegneri e architetti di diverse università ha dimostrato che proprio quella meravigliosa imperfezione ha salvato il monumento da crollo certo almeno in quattro devastanti terremoti dal 1280 a oggi. Il terreno molle sul quale poggia la Torre, infatti, è stato sia il motivo della sua immediata inclinazione ma anche la sua salvezza. 
 
«Lavoriamo allo studio della Torre da quattro anni - spiega Camillo Nuti, ordinario di tecnica delle costruzioni al dipartimento di architettura dell’università di Roma Tre che ha coordinato un team di 16 professionisti di vari atenei tra cui La Sapienza, Pisa, Chieti e Pescara, Bristol e Fuzhou in Cina -. Abbiamo sempre pensato che un terremoto l’avrebbe fatta crollare anche a causa del terreno così morbido. La risposta dei nostri studi è stata sorprendente».
 
Il risultato è che proprio la precarietà della Torre è stata la sua salvezza. Il suolo argilloso, infatti, viene scosso con maggiore violenza rispetto a una base rocciosa. La Torre, però, non è mai crollata. Neppure in due eventi presi in esame dal team di ricercatori, uno nel ’500 e uno nel ’700 con epicentro ad alcune decine di chilometri da Pisa. Perché? La risposta è nella “interazione dinamica terreno-struttura”.
 
«Abbiamo dimostrato che la sua pendenza in realtà l’ha salvata - spiega ancora Nuti -. L’edificio risponde con un movimento assiale a ogni sollecitazione del terreno. Praticamente è come se la Torre, sotto, avesse un isolatore sismico».  L’energia generata da un terremoto si scarica lungo l’asse della sua pendenza. Non facendola entrare in risonanza e non sbilanciandola come avverrebbe in un terreno roccioso. «Si può sostenere che la Torre in questi secoli è rimasta in piedi per questo insieme di fattori - spiega Nuti -. Dire, però, che una struttura che ha almeno 700 anni non è a rischio, però, è sciocco». 
 
Quanto potrebbe restare ancora in piedi la Torre pendente? Difficile prevederlo, ma le ipotesi dicono che per almeno altri 300 anni il monumento resterà la principale attrazione in Piazza dei Miracoli. I risultati dell’indagine, che ha visto la collaborazione del sismologo George Mylonakis del dipartimento di ingegneria civile dell’università di Bristol, saranno presentati alla 16ª conferenza internazionale dell'ingegneria sismica a Salonicco, in Grecia, dal 18 al 21 giugno. Non solo, lo studio sulla Torre di Pisa sarà pubblicato in un articolo di prossima uscita sull’Earthquake Spectra.
 
Tutto qui? No, perché un eventuale consolidamento della base potrebbe modificare quei fragili ma perfetti equilibri che hanno permesso alla Torre di pendere ma non crollare. «Il monumento oggi è continuamente monitorato e il
rischio crollo è da escludere - conclude Nuti -. Gli studi continueranno anche in collaborazione con l’Università cinese di Fuzhou. Ogni intervento, infatti, dovrà essere valutato con attenzione per non spostare gli equilibri che permettono alla Torre di stare in piedi da almeno 700 anni».

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