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Ladro minaccia di morte una commessa in Corso Italia

Pisa: l'uomo ha poi insultato la giovane che in passato lo denunciò per furto. La polizia lo porta in questura, ma in serata è di nuovo fuori dal negozio

PISA. «Putt**a, esci che ti ammazzo. E tu, razzista, cosa vuoi?». Insulti e minacce, con il rischio che in pochi secondi tutto degeneri in un’aggressione fisica. Corso Italia, sono da poco passate le 11 di sabato 12 maggio. Lo “sfregiato” – così lo chiamano i commercianti – passa davanti al Caffè Drago, direzione Camaieu. È la griffe francese che negli ultimi tempi, lui e altri suoi colleghi, si divertono ad assaltare rubando stock di magliette e pantaloni per poi rivenderle in giro per la città, «forse anche in qualche bancarella», ipotizza la direttrice del punto vendita, che «tre o quattro volte alla settimana» – si sfoga – è costretta ad andare in questura per denunciare l’ennesimo furto (se non rapina) subìto durante l’orario di lavoro.

Il 12 maggio fuori dal Caffè Drago, si è superata quella che già normalmente si chiama follia. Perché il malvivente, purtroppo sempre lo stesso, passando da piazza del Carmine ha visto la donna mentre faceva colazione al bar. «Siccome io non gli lascio fare i suoi comodi e quando prova a rubare qualcosa chiamo sempre il 113 – spiega – mi odia e ce l’ha con me. La sua è una ripicca. Mi ha chiamato “putt**a”, dicendomi frasi come “Ti ammazzo”. Ogni volta se ne frega della legge, eppure è libero di fare ciò che gli pare. Io e le altre dipendenti del negozio abbiamo paura di lui, ma non molliamo mai: continueremo a svolgere il nostro lavoro e a segnalarlo alle forze dell’ordine».

Ad affrontare l’uomo, fuori dal bar, è il titolare del Caffè Drago, a pochi passi da Camaieu. «Gli ho chiesto che cosa volesse – rivela – mentre minacciava la mia cliente. Certa gente non deve stare in giro». La direttrice, dopo l’ennesima aggressione verbale, corre quindi in negozio avvertendo le colleghe dell’ordinaria e fastidiosa presenza. In modo che stiano attente, scongiurando altri furti.

Nel frattempo, su Corso Italia, arriva la polizia. Gli agenti, in piazza del Carmine, bloccano e interrogano il malvivente, che subito dopo viene rilasciato. La direttrice del negozio, dalle 11 alle 14, rimane in questura per denunciare (per l’ennesima volta) l’uomo, che ha una vistosa cicatrice ed è probabilmente di origine africana. I poliziotti, per non farle trovare l’uomo di fronte, la fanno uscire da un ingresso

secondario. Ma subito dopo pranzo, purtroppo, l’uomo torna a farsi vedere su Corso Italia. «Continua a passare davanti al negozio – protesta la commessa, raggiunta dal Tirreno nel pomeriggio – fregandosene di tutto. Purtroppo sappiamo bene che presto tornerà a rubare e a minacciarci».

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