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Caso Ragusa, slitta il processo a Logli in Corte d'Assise d'Appello

L’avvocato Cavani aderisce all’astensione dei penalisti prevista per il 14 marzo. Incognita sulla nuova udienza

PISA. Niente processo mercoledì 14 marzo a Firenze per Antonio Logli. L’avvocato Roberto Cavani ha formalizzato alla presidente della Corte d’Assise d’Appello Maria Cannizzaro l’adesione all’astensione dei penalisti dalle udienze proclamata per il 13 e il 14 marzo. Il motivo della protesta è la parziale riforma dell’ordinamento penitenziario avviata dal governo. Dall’annuncio dello “sciopero” le Camere Penali hanno ottenuto risposta. Di qui la conferma dello stop per due giorni, l’ultimo dei quali cade proprio sulla data del giudizio di secondo grado per Logli che arriva in aula con una condanna a 20 anni per omicidio volontario e distruzione di cadavere, quello della moglie Roberta Ragusa.

Il caso Roberta Ragusa: dalla scomparsa alla condanna di Antonio Logli Nella notte tra il 12 e il 13 gennaio del 2012 Roberta Ragusa scompare da casa. A distanza di quasi 5 anni ecco la sentenza sul marito Antonio Logli: per lui 20 anni di condanna con rito abbreviato - L'ARTICOLO

Mercoledì la Corte d’Assise d’Appello (presidente Cannizzaro, a latere Alberto Panu, più sei giudici popolari) prenderà atto dell’astensione dell’avvocato Cavani e comunicherà la nuova data. Difficile fare previsioni per l’udienza in cui a sostenere l’accusa sarà il sostituto procuratore generale Filippo Di Benedetto. Può essere un rinvio a breve, nel giro di qualche settimana. O di alcuni mesi, in tempo utile per chiudere il processo entro l’estate. Tutto dipende da quanto è fitto il ruolo delle udienze.

L’avvocato Cavani sarà presente in aula a Firenze, ma solo per appuntarsi la nuova data del processo in cui incrocerà non solo l’accusa. Ci sono anche le parti civili che tutelano le cugine di Roberta Ragusa (avvocati Enrico Maria Gallinaro e Gaetano Turcio) e il legale Nicodemo Gentile per l’associazione Penelope che si occupa di persone scomparse. In appello Logli si gioca un’altra partita sul tavolo del suo futuro processuale per forza di cose destinato a sovrapporsi a quello personale. Nei suoi confronti è in vigore dal 21 dicembre 2016 una misura cautelare blanda: rientra in casa alle 21 e non esce prima delle 6, oltre a osservare l’obbligo di dimora nei comuni di Pisa e a San Giuliano Terme.

Due giudici togati e sei popolari dovranno stabilire se ha ucciso la moglie quella sera tra il 13 e il 14 gennaio 2012. Un giudizio di merito, l’ultimo prima dello scontato ricorso in Cassazione, qualunque sia l’esito della corte fiorentina. La Suprema Corte valuterà solo aspetti di legittimità della sentenza di seconda grado a livello di motivazioni, ma non più sull’accertamento dei fatti. Si deciderà tutto in un giorno. Dalla mattina con la parola assegnata per prima all’accusa fino a quando la Corte non uscirà dalla camera di consiglio con il verdetto. Colpevole o innocente. La seconda tappa di un percorso giudiziario che arriverà fino alla Cassazione, come tutti i principali casi di cronaca che hanno diviso l’Italia.

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