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LA DENUNCIA

Al Galilei i pompieri restano a... secco allarme del sindacato

L’Usb, che da tempo denuncia carenze della base dei vigili del fuoco all’aeroporto, ha scritto al prefetto

PISA. Stavolta hanno preso carta e penna e scritto al prefetto, la dottoressa Angela Pagliuca. Perché con determinati problemi infrastrutturali si può anche convivere ma con la mancanza di acqua, se pur temporanea no, visto che stiamo parlando della base dei vigili del fuoco all’interno dell’aeroporto Galilei. L’episodio dei pompieri rimasti “a secco” risale a quale giorno fa e a raccontarlo sono i rappresentanti dell’ Usb della categoria da tempo impegnati a mettere in evidenza criticità relative alla sicurezza e dei lavoratori e dell’aeroporto. «Improvvisamente - raccontano i sindacalisti - è cessato il flusso di acqua nella sede dei vigili del fuoco e, cosa molto più grave, non era disponibile nemmeno l’idrante rapido di rifornimento idrico per i mezzi antincendio, determinando possibili gravi conseguenze in caso di incendio e/o di emergenza aeroportuale. I mezzi dei vigili del fuoco sarebbero potuti restare senza acqua a causa di una piombatura, sembra per morosità, del contatore principale della fornitura da parte di Acque spa, determinando una possibile condizione di interruzione di pubblico servizio». La situazione di emergenza è stata poi risolta ma è, sottolinea il sindacato, solo la punta di un iceberg di difficoltà. «Più volte questa organizzazione sindacale è intervenuta nei confronti del dirigente dei vigili del fuoco di Pisa per denunciare difformità, anomalie e problematiche al servizio che i vigili hanno all’interno dell’aeroporto di Pisa». La prima richiesta di interventi urgenti alla base dei pompieri dentro l’aeroporto risale al maggio 2016. Da allora alcuni interventi sono stati fatti, precisa il sindacato, ma non tutti. Tra le criticità segnalate «la chiusura del varco denominato “Rampa 0”, il passaggio necessario ai vigili del fuoco per raggiungere il sub-distaccamento sottotorre, presidiato h24 con uomini e mezzi antincendio, indispensabile per mantenere nelle norme i tempi di intervento in pista in caso di emergenza. La chiusura determina che i due cambi personale giornalieri, alle ore 8 e alle 20, comportino l’uscita dalla sedime aeroportuale dei lavoratori che vanno e che tornano dal cambio al sub-distaccamento. Questa operazione comporta il necessario passaggio dal varco doganale con conseguente filtraggio da parte della sicurezza aeroportuale, spesso con blocco del veicolo e perquisizioni con notevoli ritardi nei cambi». L’elenco delle difficoltà non si esaurisce qui: «Si presentano problemi alle strutture ed agli impianti sia della sede aeroportuale che del sub-distaccamento, con impianti idrici con acque contaminate, problemi con impianti e condizioni dei locali con gravi carenze». Come nel caso del riscaldamento che «da anni ha problematiche di funzionalità e lascia spesso al freddo tutta la struttura». Tutto questo per ribadire, con

un appello al prefetto che si faccia mediatore tra le parti, la necessità di una maggiore collaborazione con Toscana Aeroporti al fine di trovare «modalità operative e strutturali» adeguate per «garantire funzionalità all’opera di presidio e soccorso del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco».

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