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Muore a 39 anni dopo la caduta dal ponteggio

Pisa: la vittima è un operaio di 39 anni di Cascina. Lavorava in un cantiere navale: fatale la caduta da oltre una decina di metri

PISA. Un operaio è morto nella notte per le ferite riportate nella caduta da un ponteggio in un cantiere navale ai Navicelli, quello della Seven Stars. L'incidente è avvenuto intorno alle 2,30. L'uomo, Alessandro Colombini, 39 anni, è residente a Cascina. Sul posto le ambulanze inviate dal 118 e la polizia.

L'uomo lavorava come saldatore per una ditta di carpenteria che opera in appalto, la Mp Metal di Cascina, e si occupava di uno yacht in refitting. Sull'episodio stanno indagando i funzionari della Medicina del lavoro dell'Asl Toscana nord ovest. E' stata sequestrata solo la porzione del ponteggio interessata all'infortunio mortale. Oggi 14 febbraio il cantiere resterà chiuso, mentre domani 15 sarà regolarmente aperto.

Secondo quanto si è appreso, la vittima è caduta da un'altezza di circa quattordici metri, ma non escluso che l'incidente sia avvenuto quando il lavoratore aveva terminato il suo intervento e stava scendendo dal ponteggio. Su questi aspetti sono in corso gli accertamenti anche attraverso la raccolta di testimonianze del personale presente in cantiere al momento della caduta.

Già nel 2015 in questo cantiere si era registrato un incidente sul lavoro mortale: allora a perdere la vita fu Giuseppe Ferrandes , 56 anni di Viareggio. L'uomo, titolare di una ditta di pulizie, cadde mentre stava lavorando nel capannone, da un'altezza di circa 5 metri.

Sull'ultimo caso interviene Massimo Braccini, segretario generale Fiom Toscana. "Ancora un morto sul lavoro, una giovane vita spezzata nel cantiere Seven Stars a Navicelli di Pisa a seguito di una caduta da un ponteggio. Gli infortuni sul lavoro e le morti bianche non sono mai frutto del caso e la cantieristica resta uno dei settori più gravemente a rischio, soprattutto per la presenza di appalti e sub appalti spesso definiti nell'ottica del risparmio e che poi si traducono in peggiori condizioni per i lavoratori. I datori di lavoro hanno gravi responsabilità per la mancata applicazione delle norme di sicurezza. Chiediamo che sia fatta piena luce su quanto accaduto e vengano accertate tutte le responsabilità".

Braccini prosegue. "Abbiamo denunciato più volte che la Nautica in toscana risente di uno sviluppo distorto e che le concessioni debbano essere rilasciate solo a seguito di precisi impegni e garanzie sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e dei diritti fondamentali dei lavoratori. Sul rilascio delle concessioni chiamiamo a risponderne tutte le Istituzioni ai vari livelli ad iniziare dalla regione Toscana. Per quanto ci riguarda, come Fiom, avvieremo una propria e vera vertenza Nautica Toscana perché questo sviluppo fondato spesso sull’arretramento delle condizioni dei lavoratori é ingiusto ed inaccettabile. È intollerabile che in un paese civile si continui a morire di lavoro ed avvengano gravi incidenti per l'aggiramento o il mancato rispetto delle norme di sicurezza. Lotteremo e ci batteremo affinché venga restituito al lavoro ed ai lavoratori tutto il rispetto, il valore e la dignità che meritano".

Il presidente della giunta Enrico Rossi e tutta la Regione Toscana "si stringono intorno alla famiglia di Alessandro Colombini. Purtroppo la lista degli infortuni mortali si allunga ancora una volta" dice Rossi nel messaggio di condoglianze e ribadisce come sia "inaccettabile morire di lavoro, sul lavoro".

"L'impegno per la sicurezza e la diffusione di una cultura della sicurezza sui luoghi di lavoro - prosegue -, deve essere intensificato. E questo è un compito che spetta sia alle istituzioni sia a tutti gli altri soggetti del mondo produttivo".
 

 

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