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Istruzione, aumenti in busta paga per diecimila dipendenti pisani

Incremento medio di 96 euro, interessati anche personale Ata, Università, Cnr, Fisica nucleare, Ingv. La ministra Fedeli: valorizzare chi opera nei settori della conoscenza per garantire un futuro ai giovani

PISA. Sono circa 10mila i dipendenti del mondo pisano della scuola, dell’alta formazione e della ricerca che riceveranno l’aumento di stipendio dopo la firma del nuovo contratto. I benefici riguarderanno per la scuola docenti, educatori, amministrativi, tecnici ed ausiliari; per l’Afam (Alta formazione artistica, musicale e coreutica) direttori, docenti, coordinatori, assistenti, coadiutori; per l’università dirigenti, elevate professionalità e personale amministrativo; per gli enti pubblici di ricerca il personale amministrativo e tecnico, tecnologi e ricercatori di 21 enti.

A tutti sarà riconosciuto l’aumento di stipendio previsto dall’intesa del 30 novembre 2016 tra governo ed organizzazioni sindacali. L’incremento complessivo medio è di 96 euro al mese per i docenti delle scuole (gli aumenti vanno da 80,40 euro a 110) e di 105 euro al mese per i docenti dell’Afam. Per gli Ata delle scuole l’incremento medio è di 84,5 euro (da un minimo di 80 a 89 euro), per l’università di 82 euro, per ricercatori e tecnologi di 125 euro, per l’area amministrativa della ricerca di 92 euro, per l’Asi di 118 euro. Salvaguardato, per le fasce retributive più basse, il bonus di 80 euro.

A Pisa sono interessati, per la scuola, 5.685 docenti (cui si aggiungono i supplenti) e 1.384 unità di personale Ata. All’Università il totale è di circa 2.000 dipendenti sommando i 1.600 dell’Ateneo con i circa 200 sia della Scuola Normale che del Sant’Anna. Per il comparto ricerca, circa 800 dipendenti del Cnr, 150 dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e 50 dell’Istituto di geofisica e vulcanologia.

«Il rinnovo del contratto siglato nei giorni scorsi riguarda anche i dipendenti che lavorano nel territorio pisano. Siamo molto soddisfatti per l’intesa raggiunta che, voglio ricordarlo, arriva dopo otto anni di mancati rinnovi. Avevamo preso un impegno preciso, lo abbiamo mantenuto», così la ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli commenta il rinnovo del contratto (sono esclusi i docenti universitari, il cui rapporto di lavoro non è contrattualizzato). «Abbiamo lavorato in questi mesi - prosegue - nel solco dell’intesa siglata il 30 novembre 2016 e siamo andati anche oltre, riuscendo a garantire aumenti superiori a quelli previsti, con l’obiettivo di dare il giusto e necessario riconoscimento professionale ed economico alle nostre lavoratrici e ai nostri lavoratori. Perché valorizzare chi opera nei settori della conoscenza, ne siamo convinti, significa impegnarsi per garantire un futuro di qualità alle nostre giovani e ai nostri giovani».

«Il contratto siglato - aggiunge Fedeli, candidata al Senato nel collegio uninominale di Pisa - è il frutto di un importante e serrato lavoro di confronto. Ringrazio le organizzazioni sindacali, l’Aran, la Funzione pubblica che hanno operato per raggiungere questo risultato, che rappresenta non un punto di arrivo, ma di partenza. Si tratta di un lavoro che ora deve proseguire

con convinzione, nella consapevolezza che viviamo in una società e in una economia della conoscenza in cui ciò che offriamo sul piano della formazione ai nostri giovani è centrale per un futuro che li veda protagonisti e capaci di interagire con i cambiamenti in atto e non di subirli».

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