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Cantieri di Pisa, 150 giorni per la cessione dell’azienda

Cantieri di Pisa, 150 giorni per la cessione dell’azienda

Scartata l’ipotesi dell’affitto si va avanti con la vendita ma le procedure non saranno brevi  e intanto i trenta lavoratori da due mesi sono senza ammortizzatori sociali

PISA. «Entro 150 giorni la cessione dei Cantieri di Pisa». Fallisce l’ipotesi di affitto di ramo d’azienda, ma nella lunga vertenza dello storico marchio della nautica pisana si apre un altro spiraglio. In un tempo massimo di cinque mesi, lo stabilimento nautico dovrebbe cambiare proprietà e riprendere le attività. È quanto prevede un accordo raggiunto la scorsa settimana durante un incontro che si è tenuto nella sede della Navicelli spa tra l’amministratore unico della società di gestione della Darsena pisana Giovandomenico Caridi, i commercialisti Stefano Pasquali e Maurizio Ferro, nominati lo scorso gennaio insieme al commercialista Alberto Marchese curatori fallimentari della Mondomarine spa (azienda proprietaria del marchio nautico pisano e degli ex Cantieri Campanella di Savona), l’avvocato Paolo Carrozza e Massimo Fantozzi, manager specializzato nel settore nautico, e il commercialista Ezio Vannucci, esperto di nautica e concessioni demaniali, in rappresentanza della Tquest Holding wll, gruppo internazionale che lo scorso dicembre si era fatto avanti per rilevare la società guidata dagli imprenditori Roberto Zambrini e dall’ex presidente di Mps Alessandro Falciai, dichiarata fallita dal Tribunale di Savona. L’intesa prevede la riformulazione e la presentazione di una nuova offerta d’acquisto e la pubblicazione da parte del Tribunale ligure di un bando di gara per l’assegnazione dello stabilimento nautico. Il percorso individuato per cercare di risollevare le sorti dei Cantieri prevede un tempo massimo di 150 giorni per la sua concretizzazione.

«Sono molto contento di questo accordo - sottolinea Caridi - perché può rappresentare il primo passo per concludere positivamente questa vicenda». L’accordo per la probabile cessione, raggiunto dopo l’invito del sindaco e del consiglio comunale ad intraprendere un percorso per la riapertura dello stabilimento, arriva dopo il rifiuto da parte dei curatori fallimentari della proposta di affitto di ramo d’azienda avanzata dalla Tquest Holding wll. Ipotesi che avrebbe potuto mantenere attive alcune lavorazioni e “traghettare” fino alla gara lo stabilimento nautico, inattivo dallo scorso marzo quando un’improvvisa crisi finanziaria ha costretto Mondomarine ad interrompere le attività. Resta irrisolto il nodo della cassa integrazione. I circa trenta operai dei Cantieri (che in occasione dell’incontro della scorsa settimana si sono riuniti in presidio sotto la sede della Navicelli, poi ricevuti dai partecipanti al tavolo), da oltre due mesi senza stipendio, sperano nell’attivazione della cassa

integrazione straordinaria dopo la scadenza di quella ordinaria. Un commercialista genovese è stato nominato per gestire la richiesta di attivazione dell’ammortizzatore sociale, i cui parametri sono diventati molto più restrittivi rispetto al passato.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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