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Fermano l’Intercity per Roma: alla sbarra i quattro "Forconi"

Pisa: i manifestanti nel 2013 avrebbero ritardato la partenza del treno fermo a Pisa centrale, il loro mezzo per raggiungere piazza del Popolo

I forconi a Roma: "Tutti a casa", ma la piazza è semivuota Partecipazione ridotta in Piazza del Popolo per il presidio dei Forconi: si aspettavano 15mila persone in una Roma blindata da 2000 agenti delle forze dell'ordine ma, secondo le stime, non sono più di tremila i manifestanti in piazza.
(immagini di Fabio Butera e Pulsemedia)

PISA. Avrebbero impedito la partenza di un Intercity notte diretto a Salerno. Occupando - secondo l’accusa - il binario 4 della stazione centrale. Il motivo? Loro, su quel treno, ci volevano salire gratis. Destinazione Roma: 18 dicembre 2013, ore 2.21. Di lì a poco in piazza del Popolo partirà la grande manifestazione del Movimento dei Forconi. È il gruppo di attivisti - originariamente formato da pastori e agricoltori - che dal 2011, salendo dalla Sicilia, organizza proteste, blocchi stradali e scioperi a oltranza.

Alla fine, nella Capitale, il sit-in sarà un flop: tremila persone. Ma anche una notte da dimenticare per quattro manifestanti versiliesi, oggi imputati per interruzione di pubblico di servizio davanti al Tribunale di Pisa. Sono Francesco Terraglia di Massarosa (40 anni) e tre viareggini: Augusto Passaglia (36), Alessandro Summonti (27) e Diego Matrone (25 anni).

Secondo la procura avrebbero ritardato la partenza del convoglio, che solo quattro ore dopo (verso le 6) ha potuto proseguire il viaggio verso la Campania. I quattro manifestanti - i soli identificati in gruppo di una quarantina di persone - nelle prime ore della mattina sarebbero infatti partiti per Roma a bordo di un regionale, con un biglietto cumulativo. Ma è stato necessario prima l’intervento del personale di Trenitalia, poi di polizia, carabinieri e guardia di finanza.

I quattro sotto inchiesta - difesi dagli avvocati Paolo Redini e Marco Romeo - martedì 6 febbraio, quando si è svolta l'udienza, non erano in aula. Davanti alla giudice Beatrice Dani si sono alternati solo due testimoni, gli agenti delle forze dell’ordine che in quelle ore erano in servizio o di reperibilità. «I manifestanti rimasero in stazione e partirono verso le 5 di mattina», ha spiegato un ufficiale di polizia davanti ai magistrati. Il convoglio con il quale i “Forconi toscani” sono arrivati a Termini è stato il regionale delle 5,35.

Quello successivo all’Intercity rimasto ostaggio in stazione, con i tanti passeggeri a bordo diretti al Sud. «Davanti al treno, sui binari, c’erano una decina di persone – è la ricostruzione, fatta davanti al giudice e al pm, di un agente della Digos – e verso le 5 di mattina convincemmo i manifestanti ad acquistare i biglietti del treno locale diretto a Roma». Nessuno dei testimoni chiamati in aula, però, aveva materialmente identificato le persone. Nella prossima udienza, a fine aprile, altri teste cercheranno di spiegare come si sono realmente svolti i fatti.

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