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Mistero di Gello sei anni senza Roberta Ragusa

Una delle cugine su Logli rientrato in Comune: «Sono esterrefatta, ora vediamo l’appello». Logli ha detto: "Sicuramente sarò assolto"

PISA. Era un venerdì. La sorte volle che il calendario lo facesse cadere per giunta il 13. Abbinamento fatale per gli scaramantici. Col senno di poi ne avevano di motivi. Almeno due. Quella notte il destino si manifestò con storie consegnate alla cronaca tragica dell’Italia recente: il naufragio della Costa Concordia con il suo carico di dolore per i 32 morti e la sparizione di Roberta Ragusa.

Sei anni senza l’imprenditrice di Gello, scomparsa nella notte tra il 13 e il 14 gennaio 2012. Un giallo che in Tribunale ha trovato una risposta giudiziaria con la condanna in primo grado del marito Antonio Logli a 20 anni per omicidio e distruzione di cadavere.

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Sei anni senza trovare il corpo o quella che resta della mamma di due figli dissolta in una notte d’inverno. Inghiottita nel buio dei sommersi. Ai cortei promossi in occasione degli anniversari del 2013 e del 2014 non hanno fatto seguito analoghe iniziative negli anni seguenti. E anche oggi, sesto anno di un’assenza lacerante per chi amava Roberta, non ci saranno manifestazioni pubbliche con testimonianze silenziose rivolte alla titolare dell’autoscuola “Futura” .

«Non faremo niente di ufficiale – spiega la cugina Giovanna Alpini – Ci sentiremo con altri parenti e vedremo di fare qualcosa di privato, intimo». Da Roma, l’altra cugina, Maria Ragusa: «La ricorderemo, tra noi parenti». Il sesto anniversario della morte di Roberta, secondo il verdetto del Tribunale di Pisa, coincide con la prima settimana di lavoro di Antonio Logli in Comune. Ha vinto una causa e quel posto è arrivato dopo un accordo con l’amministrazione.

Giovanna Alpini è amareggiata: «La cosa si commenta da sola. Non voglio infierire ulteriormente. Sono esterrefatta. Il viso di lui diceva tutto. Chiaramente dal suo punto di vista c’è soddisfazione per una vittoria. A marzo ci sarà un’altra sentenza e vedremo come andrà a finire. C’è un verdetto di primo grado e un pronunciamento della Cassazione che annulla il proscioglimento». Giovanna, una delle cugine pisane di Roberta, più volte aveva espresso dolore per l’assenza di rapporti con i due figli dell’imprenditrice. Sono anni che non si parlano. «Con i nipoti non abbiamo più avuto alcun contatto in tutti questi anni – prosegue – Ma non ne voglio parlare. È un fatto privato. Sono ragazzi che hanno sofferto tantissimo».


Le cugine, pisane e romane, annunciano la loro presenza il 14 marzo in Corte d’Appello a Firenze. «Ci saremo sicuramente». Intanto, i legali Roberto Cavani e Saverio Sergiampietri precisano che l’avvocato Linda Sozzi, difensore di Logli nei procedimenti davanti al giudice del lavoro, in occasione dell’incontro con i giornalisti avvenuto martedì mattina «ha parlato a titolo personale, non avendo mai fatto parte in questi anni del collegio difensivo del procedimento penale».

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