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Omicidio di Roberta Ragusa, Logli all'uscita dal lavoro: «Sicuramente verrò assolto» - Video

La dichiarazione al termine del primo giorno di lavoro in Comune a San Giuliano Terme. In primo grado è stato condannato a 20 anni per l'omicidio e la distruzione del cadavere della moglie

SAN GIULIANO TERME. «Sicuramente verrò assolto». Sulla soglia del municipio dove da ieri è in servizio all’ufficio tecnico come amministrativo, Antonio Logli per la prima volta affronta i giornalisti. Lo fa con al fianco l’avvocato Linda Sozzi, il legale che lo ha assistito, vincendo le cause di lavoro, nella battaglia per tornare nell’organico del Comune dopo la parentesi sgradita alla Geste. Un contenzioso iniziato nel 2007, prima del caso che ha consegnato alla cronaca nazionale uno dei gialli più avvincenti degli ultimi anni. È in servizio part-time, Logli.

PER LA PRIMA VOLTA PARLA AI GIORNALISTI

Caso Roberta Ragusa. Antonio Logli dopo il primo giorno di lavoro. L'avvocato: "E' tornato dove doveva essere" Antonio Logli all'uscita del Comune di San Giuliano Terme, dove è tornato al lavoro come impiegato. Il suo avvocato, Linda Sozzi, spiega la vicenda - L'ARTICOLO (video Fabio Muzzi)

Martedì 9 alle 7.25 ha timbrato il cartellino che era ancora buio. Due rampe di scale e poi a destra lungo il corridoio che unisce due palazzi ha preso posto nell’ufficio che si occupa di lavori pubblici. In mattinata è uscito per un sopralluogo in un immobile comunale. Non ha rapporti con il pubblico. Deve controllare contabilità e permessi.

Quindi il rientro alla scrivania e l’uscita prevista alle 11.10. Quando dalla finestra ha visto fotografi e cameramen ha chiamato il suo avvocato ed è sceso poco dopo le 13. Poche parole. Le uniche pronunciate direttamente da quando, prima da indagato e poi da imputato e condannato, deve difendersi dall’accusa di aver ucciso la moglie, sparita nella notte del 13 gennaio 2012 dalla sua casa di Gello. «Certamente sarò in aula il 14 marzo» risponde ai cronisti. E alla domanda se è sicuro dell’esito del secondo grado di giudizio risponde sereno: «Sicuramente verrò assolto».

Piumino marrone, felpa rossa e pantaloni blu, l’impiegato Logli si sottopone alla scarica di foto e resta impassibile durante le riprese tv. Pochi minuti in cui parla per lui l’avvocato Sozzi. Poi si incammina verso l’auto, la solita Ford Escort verde bottiglia sulla quale il supertestimone Loris Gozi sostiene di averlo visto in via Gigli poco prima delle 00.30 del 14 gennaio, parcheggiata dietro il comando della polizia municipale. «Antonio Logli è tornato in Comune, al posto che gli spetta – spiega il legale –. È dal 2007 che lotta per vedersi riconosciuto un diritto che per due volte i giudici hanno sentenziato come legittimo. Non sarà simpatico e avrà avuto comportamenti esemplari (il riferimento è al tradimento della moglie con la baby sitter, Sara Calzolaio sua attuale compagna, ndr), ma questo non significa che meriti un accanimento come quello letto sui social. Antonio ha fiducia nella magistratura».

Davanti a quella civile ha incassato un doppio successo. Ha vinto anche di recente e l’amministrazione avrebbe dovuto ripetere una selezione per un posto da impiegato nel comando della polizia municipale. Una transazione ha chiuso ogni pendenza. Logli ha rinunciato agli 8mila euro che il Comune era stato condannato a pagargli dopo aver perso la causa per una selezione dichiarata illegittima. E dopo le visite mediche di lunedì da ieri è un amministrativo comunale. Riprende il legale: «Roberta è sparita il 13 gennaio e qualche giorno dopo avevamo un’udienza nella causa di lavoro. Vi posso assicurare che Antonio era distrutto. Perché in quel momento la notizia era che la moglie fosse scappata. Nessuno avrebbe immaginato quello che poi è successo nel corso degli anni».

SEI ANNI SENZA ROBERTA

Carabinieri sommozzatori, ricerche Roberta Ragusa La battuta dei sommozzatori dei carabinieri ad Orzignano in cerca del corpo di Roberta Ragusa

(Nel video un momento delle ricerche di Roberta nel novembre 2012)

Sabato saranno sei anni senza Roberta ( QUI IL NOSTRO DOSSIER ). Alla domanda se la ricorderà in qualche modo, Logli abbassa lo sguardo. L’avvocato risponde per lui: «Credo ogni anno l’abbiano ricordata in casa, in modo intimo e privato». La vita di Logli, per dirla con le parole del legale, è un’esistenza sospesa. Restare nell’inferno dei condannati o salire nel paradiso degli assolti. Si saprà il 14 marzo. Parla l’avvocato di credere in una sentenza di non colpevolezza. Non di innocenza. Sfumature. «Che Logli non possa essere condannato di nuovo è scritto nelle carte – conclude Sozzi –. La lettura degli atti è la sua miglior difesa. E anche la presenza della giuria popolare a mio avviso non inciderà nel giudizio. Per quanto possa suscitare antipatia non si può condannare una persona per omicidio solo perché ha tradito la moglie».

DALLA SCOMPARSA ALLA CONDANNA

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