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Un corteo in città «per dire no ai rigurgiti fascisti»

È una delle iniziative (il 27 gennaio) dell’intesa sottoscritta da Comuni, Anpi, sindacati ed associazioni del territorio 

PISA. Prima un’assemblea degli eletti, poi una manifestazione di massa. Pisa fa squadra e scende in campo contro i rigurgiti fascisti con un’ampia mobilitazione che unisce le istituzioni e il mondo associativo, ricreativo, studentesco e sindacale. Ieri, a Palazzo Gambacorti, il presidente provinciale dell’Anpi di Pisa Bruno Possenti, il sindaco di Pisa Marco Filippeschi e quello di Pontedera Simone Millozzi, i rappresentanti di Aned, Acli, dell’Arci di Pisa, Valdera e Valdarno Inferiore, Uisp, quelli delle associazioni studentesche Sinistra Per, Udu e Rete degli studenti medi ed i segretari provinciali di Cgil, Cisl e Uil hanno firmato un protocollo d’intesa per creare un “fronte comune dell’antifascismo” con l’obiettivo di «reagire ed arginare gli inquietanti semi di odio e di intolleranza che forze di estrema destra stanno spargendo nella società facendo leva sul disagio economico».

«L’idea di un protocollo è nata in estate, dopo l’annuncio delle ronde alla stazione da parte di formazioni di estrema destra e di alcune manifestazioni neofasciste in Valdera - spiega Possenti -. Da lì l’idea di creare un tavolo permanente per operare principalmente in tre direzioni: prevenire e reprimere tutte le manifestazioni di stampo neofascista; sensibilizzare i cittadini sui rischi che sta correndo la nostra democrazia e promuovere iniziative per il mondo giovanile». Intenzioni che si materializzeranno il 15 gennaio in un’assemblea degli eletti (sindaci e consiglieri comunali della provincia di Pisa, consiglieri regionali e parlamentari eletti nel pisano) a Palazzo Gambacorti. Un momento di riflessione sull’escalation di atti intimidatori e manifestazioni di stampo neofascista che negli ultimi mesi ha alimentato le cronache locali e nazionali, ma anche sugli strumenti da mettere in campo per cercare di contrastare i fenomeni di intolleranza e xenofobia. All’assemblea seguirà una manifestazione. Un corteo che nel Giorno della Memoria (27 gennaio) attraverserà il centro storico (da piazza Sant’Antonio a piazza Santa Caterina) per dire no ai fascismi vecchi e nuovi.

«Sarà una risposta pubblica a tutte quelle ragioni che si sono accumulate negli ultimi mesi - sottolinea Filippeschi -. Quest’anno ricorre l’ottantesimo anniversario della firma delle leggi razziali e razziste avvenuta a Pisa ed occorre dare una risposta forte e mettere in campo azioni di contrasto alle aggregazioni e alle manifestazioni neofasciste. La legge Fiano deve essere un impegno da chiedere a tutte le forze politiche in vista delle elezioni, mentre i Comuni devono dotarsi di strumenti per contrastare questi fenomeni». Nei prossimi giorni partirà anche un progetto nelle scuole sulle tematiche della dittatura fascista, della Resistenza, dei valori e dei principi della Costituzione che coinvolgerà sedici istituti superiori della provincia. «La firma del protocollo è un
passaggio molto importante per dare una risposta forte a quello che sta accadendo in Italia e in Toscana - conclude Millozzi -. La storia insegna che non bisogna sottovalutare questi fenomeni e noi vogliamo fare la nostra parte».

Danilo Renzullo

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