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il disservizio

Pasti freddi e scadenti, l’ira dei vigili del fuoco

La protesta del sindacato Usb: «Ecco i risultati di una fornitura assegnata con un grande ribasso»

PISA. C’era il secondo, ma in tanti non avevano il contorno. Il primo non mancava. Solo che era freddo. Le posate? Non per tutti. E l’acqua sembrava razionata. Per i vigili del fuoco il 2018 è iniziato con un servizio da cartellino rosso. Quello della mensa. Colpa o causa, a seconda delle sfumature, del cambio di appalto, assegnato per Toscana, Umbria e Marche alla Ri.Ca. Srl di Somma Vesuviana che, sostengono le sigle sindacali, non è ancora entrata a regime come il contratto le imporrebbe. È una società di catering che si è aggiudicata la fornitura milionaria bandita dal ministero dell’Interno con un sostanzioso ribasso, almeno del 30 per cento. A Pisa sono stati una trentina i vigili, tra la caserma centrale e il distaccamento al Galilei, a ritrovarsi sul tavolo piatti scadenti. Nelle sedi di Cascina, Castelfranco di Sotto e Saline di Volterra la mensa è “autogestita” e i piatti esterni non entrano. Un’autarchia che ha evitato il disservizio subìto dai colleghi pisani. Una situazione che ha spinto le organizzazioni sindacali a proclamare uno stato di agitazione. In alcune sedi toscane, ma non a Pisa, i comandi hanno autorizzato i vigili a mangiare al bar o al ristorante. Le spese verranno addebitate alla ditta di catering che ha iniziato l’anno con più di un inciampo. Claudio Mariotti è il delegato Usb provinciale dei vigili del fuoco. «Oggi (ieri,ndr) ad esempio è mancata la frutta - denuncia il sindacalista –. Ieri l’acqua scarseggiava e anche le posate non c’erano per tutti. Non solo. I pasti sono arrivati freddi e di una qualità davvero scadente. Abbiamo controllato i precedenti rapporti di fornitura della società che ha vinto l’appalto e non mancano le lamentele. Il bando è stato impostato male, con un ribasso eccessivo e queste sono le conseguenze». Nelle sedi sono stati inviati domenica pasti precotti che sarebbero dovuti essere consumati per il pranzo e la cena del primo gennaio. «Pasti precotti però che non rispettavano la normativa contrattuale, né tantomeno le basilari norme igenico sanitarie, infatti non indicavano data di confezionamento e scadenza, le modalità di conservazione e rigenerazione, gli allergeni, insomma una tragedia – ribatte l’ Usb –. Come organizzazione sindacale denunciamo ancora una volta la situazione drammatica che stanno vivendo i vigili del fuoco, vittime impotenti di appalti al ribasso, burocratizzazione del

servizio di soccorso e perdita continua di diritti e dignità». La speranza è che nei prossimi giorni la ditta corregga il tiro. «Non pretendiamo di andare al ristorante, ma il turno dei vigili è di 12 ore e quando si mettono a tavola è offensivo trovare queste condizioni» conclude Mariotti.

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