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Santoni al freddo, oltre 400 studenti tornano a casa

Rientro di lunedì al gelo, nelle classi temperatura di 14 gradi. La scuola: «L’impianto è stato acceso in ritardo dalla ditta»

PISA. Non erano proprio spenti. È che avevano acceso in ritardo le caldaie. Il risultato: la temperatura nelle aule era al di sotto dello standard previsto per legge. Solo che pensando alle norme gli studenti del Santoni hanno ragionato sulla loro pelle. Infreddoliti e con i piumini in classe lunedì 4 dicembre sono usciti dall’istituto scolastico per protestare contro un disservizio non nuovo nel complesso Marchesi che ospita anche il liceo scientifico Buonarroti, dove non sono state segnalate uscite di massa a causa del freddo in classe. Su una platea di circa 600 iscritti, oltre 400 tra ragazzi e ragazze hanno rifiutato di restare in un’aula dove la temperatura oscillava tra i 14 e i 15 gradi, prossima, ma non certo uguale, ai 18 fissati per legge nel periodo invernale. E sono tornati a casa. Pochi gradi che fanno la differenza e che sono stati certificati con prove visive. Una delegazione del Santoni si è presentata all’ufficio tecnico in Provincia, l’ente cui spetta la manutenzione delle scuole superiori, esibendo le foto con orari e gradazioni dei termostati nei vari piani dell’istituto. A mezzogiorno la soglia dei 18° era lambita, ma non raggiunta.

Lo stop che dal sabato pomeriggio comprende anche l’intera giornata di domenica ha influito nella difficoltà di riscaldare gli ambienti per tempo. Ma l’arrivo dell’inverno con temperature intorno allo zero non è un imprevisto, così come la scuola che rimane chiusa nel weekend. «Si è verificato un problema sul riscaldamento – spiega il professor Maurizio Berni, uno dei collaboratori del dirigente scolastico –. L’accensione è avvenuta in ritardo e con grande difficoltà si è stentato ad arrivare ai 18 gradi previsti. Non si è trattato di un blocco delle caldaie, nessun guasto. Quando siamo entrati e ci siamo resi conti della bassa temperatura, abbiamo subito avvisato la ditta che si occupa della manutenzione e la Provincia».

Un’accensione tardiva e la concomitanza di un irrigidimento climatico che il weekend di stop ha reso ancora più severo nelle aule ha trasformato le classi in locali buoni per ospitare pinguini. «Non tutti se ne sono andati – prosegue il docente –. Come istituto non abbiamo ritenuto di dire agli studenti di andarsene. Sono state scelte singole. La mancanza del servizio è oggettiva e la scuola si è mossa». La soluzione a portata di mano sarebbe quella di accendere prima gli impianti il

lunedì mattina. «Lo so, l’idea è ragionevole, ma non dipende da noi» conclude il professor Berni. L’episodio di ieri non è isolato. Anche martedì 28 novembre il complesso Marchesi era rimasto al freddo. In quella occasione non era stata accese tardi. Le caldaie erano andate proprio in blocco.

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