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Retata di spacciatori: ventisei in manette - Mappa

Pisa, interrotto dai carabinieri un giro di smercio che da San Giusto andava alla Cittadella e da Porta a Mare all’ex Draga

PISA. Un’atlante dello spaccio in città che da San Giusto si estende alla Cittadella e poi vira verso Porta a Mare per ricongiungersi a ridosso del centro tra lungarno Guadalongo e il giardino Scotto. E poi le pedine che si muovono con l’operosità di chi sa di aver una domanda sempre in crescita da dover soddisfare.

C’è il deposito in cui rifornirsi e i luoghi in cui vendere la droga, soprattutto eroina. L’indagine “Binario 13” conclusa dai carabinieri non solo fa indagare 28 persone (25 in carcere, una ai domiciliari e due con divieto di dimora) ma scatta un’istantanea sul perimetro dello smercio di sostanze stupefacenti a ridosso del centro storico.

L’inchiesta. Il binario 13, all’altezza di via Pilla, è la zona defilata della stazione, nel quartiere di San Giusto, dove prende forma il centro di “smistamento” dei pusher. È da lì che i carabinieri del nucleo operativo e radiomobile e quelli della Compagnia sono partiti per un’indagine sullo spaccio tradotta in 28 misure cautelari (15 erano stati arrestati in flagranza nei mesi scorsi) firmate dal gip Giuseppe Laghezza su richiesta del sostituto procuratore, Flavia Alemi. L’operazione è stata illustrata ieri mattina in Procura dal procuratore capo, Alessandro Crini con il sottotenente Roberto Pivotto del Norm e il maggiore Cristina Spina, comandante della Compagnia.

Gli arresti. Non tutti e 28 i destinatari di arresti o divieti di dimora sono stati trovati dai carabinieri. Almeno sette-otto sono ancora ricercati. Una parte ha ricevuto l’ordine di arresto in cella, mentre altri sono stati svegliati all’alba tra Pisa e Pontedera (due immigrati) dal personale delle Compagnia di Pisa, San Miniato, Pontedera e della Compagnia intervento operativo di Firenze. Tra i 28 finiti nell’inchiesta 18 sono tunisini, 3 italiani, 4 albanesi, un marocchino e un nepalese, pluriarrestato negli ultimi mesi. C’è anche un algerino, pregiudicato, a cui contestano pure due violenze sessuali, commesse in momenti diversi su due italiane, una delle quali minorenne.

Le zone. L’immediata periferia cittadina è stata messa sotto la lente dagli investigatori che contestano decine episodi di spaccio o detenzione (o entrambi i reati) agli arrestati. Se l’epicentro è il binario 13, le diramazione trovano il loro sbocco naturale nel parco della Cittadella, in Corte Sanac e all’ex Draga. Luoghi riparati, ma alla fine non così segreti, dove far incontrare clienti e pusher.

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Il sistema. A importare la droga erano tre albanesi che poi si avvalevano dei maghrebini per lo smercio al dettaglio a Pisa e anche in provincia di Livorno. Una filiera dello spaccio da moto perpetuo che l’operazione ha solo rallentato.

I sequestri. Oltre a denunciare 39 persone, i carabinieri hanno sequestrato 3,7 kg di eroina; 5,7 kg circa di sostanza cosiddetta “da taglio”; una pistola Beretta calibro 7,65 e relative munizioni (risultate rubate); una pressa meccanica artigianale adoperata per il confezionamento dello stupefacente; due auto utilizzate per il trasporto della sostanza stupefacente.

Arresto bis. I carabinieri sono entrati in casa di una coppia di italiani per arrestarli sulla base dell’ordinanza di custodia cautelare e hanno trovato i due, lui 23 anni e lei 24, in possesso di 30 grammi di hashish, 23 di eroina e 18 di ketamina. E così i due all’arresto per l’ordinanza del gip hanno sommato anche quello in flagranza.

LA MAPPA DELLO SPACCIO A PISA



 

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