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IPPICA

Calcoli sbagliati al Ministero e Pisa perde 300mila euro

Cancellate due giornate di corse e montepremi ridotti del 60%. Cosimo Bracci Torsi, presidente dell’Alfea: è una situazione vergognosa

  PISA Errore di calcolo del Ministero (o almeno così è stato riferito all’ Alfea) con la conseguenza di una riduzione drastica del montepremi già assegnato e di un taglio di giornate di corse nel mese di dicembre a tutti gli ippodromi in attività. Compreso San Rossore. La doccia gelata è arrivata con il decreto 87102 del primo dicembre del Mipaaf (Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali) a firma del dirigente Stefania Mastromarino. Sconcerto (e grave danno) fra gli operatori ippici di Barbaricina, penalizzati assieme ai colleghi degli altri ippodromi italiani, da questa situazione. Un danno enorme anche per Alfea il cui presidente, Cosimo Bracci Torsi, commenta con rabbia: «È una situazione vergognosa. Dopo che la politica non ha varato la riforma del settore (presentata nell’ormai lontano 2012), mettendo in crisi un comparto importante sotto il profilo sportivo ed economico, questi interventi della burocrazia ministeriale, somma probabile di inefficienza generale e di incapacità specifiche, danneggiano ulteriormente il settore, sia le società che gli operatori tutti, senza considerare il pubblico e gli appassionati. Con queste premesse dobbiamo attenderci un 2018 a dir poco nebuloso e questo ci preoccupa moltissimo». Come si ricorderà, nel corso dell’autunno il Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali comunicò a tutte le società ippiche italiane che, per un avanzo di bilancio, vi sarebbe stata una maggiore disponibilità da riversare sul montepremi dei mesi che restavano. Mentre San Rossore poté purtroppo fruire soltanto delle corse di novembre e dicembre, «altri ippodromi metropolitani, come Roma e Milano, presentarono programmi faraonici e spesso fuori da ogni logica tecnica – rileva la dirigenza dell’ Alfea – ma era un’esigenza dettata dal favorevole frangente che si era creato».

Poi l’incredibile sorpresa di fine anno: mancano oltre 3,5 milioni di euro, «non si capisce bene per quale errore di calcolo o di chi sia la responsabilità (anche perché da Roma si guardano bene dal dirlo)». La cosa certa è la necessità di rientrare della somma e, per farlo, si attende l’ultimo mese utile. Con l’effetto devastante del decreto di venerdì scorso, a firma del dirigente del Ministero, con tagli di giornate e montepremi del mese che in alcuni casi, come purtroppo San Rossore, arriva a sfiorare il 60 per cento. Per le venti società italiane ancora in attività in questo mese (cinque di galoppo e oltre 10 di trotto) si è così creata la necessità di rivedere al ribasso, frettolosamente, un programma che era già stato reso pubblico. Per San Rossore la mazzata imposta da Roma si traduce in un taglio di oltre 300mila euro di montepremi e la soppressione d’imperio di due giornate di corse, due giovedì già nel programma del periodo festivo, il 14 e il 28 dicembre. Questo il comunicato dell’ Alfea: «La società, che ha subìto un taglio di 2 giornate di corse e di oltre 300mila euro di montepremi (corrispondente al 59,3% dell’ordinario), comunica che le corse del 7 dicembre sono state adeguate nella dotazione dei premi, mentre le corse del 10 dicembre sono modificate nelle dotazioni e le iscrizioni riaperte

per le nuove corse e dotazioni. Per agevolare gli operatori ippici, e dietro richiesta di molti di essi, i cavalli già iscritti saranno automaticamente passati alla medesima corsa (con dotazione ridotta), salvo specifica diversa indicazione da parte degli stessi operatori titolati a farlo».

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