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Bimbo cieco dopo i morsi di un cane: risarcimento ai genitori

Pisa, i proprietari del pastore tedesco e la nonna condannati al risarcimento: mezzo milione ai genitori del piccolo

PISA. Quando ha visto il piccolo giocare con quel mazzo di chiavi caduto a terra dalle mani della nonna deve aver pensato a un pericolo da cui difendersi. Una reazione istintiva quando sei un cane da guardia. Che può avere conseguenze drammatiche quando, però, il bersaglio di un pastore tedesco di grossa taglia è uno scricciolo di pochi mesi. Un assalto finito nel sangue con la testa del bimbo finita nella bocca del cane scatenato che scuoteva il piccino come un pupazzo.

LA SENTENZA

Per quell’aggressione il bambino perse un occhio e ora la Cassazione ha stabilito chi deve risarcire i genitori. Una quantificazione del danno biologico ed esistenziale da oltre mezzo milione di euro che per l’80 per cento viene addebitato alla coppia proprietaria del cane e al 20 per cento alla nonna materna che aveva in braccio il piccino. È una storia dolorosa che incrina rapporti familiari e di vicinato quella che ha attraversato tutti i gradi di giudizio.

IL FATTO

L’episodio risale al 2011 in provincia (omettiamo i dettagli per non rendere riconoscibile il minore colpito da disabilità, ndr) e nasce con la semplicità di una visita a casa di amici da parte di una nonna con il suo nipotino in braccio. Entra nel giardino e il cane è lì a muoversi intorno agli ospiti. Annusa, gira intorno. Fino a quel giorno era stato tranquillo. Non c’era, insomma, da aver paura. La nonna adagia il piccolo a terra per prendere delle chiavi che le cadono quasi subito. Il bimbo si avvicina al mazzo e si china spinto dalla curiosità di chi si è appena affacciato alla vita. Una mossa fatale. Il pastore tedesco si scaglia contro quel batuffolo inoffensivo. Una presa da brividi con i morsi del cane a segnare il volto del piccino. Fino a colpire un occhio, lesionandolo in modo irreversibile.

LE COLPE DELLA NONNA

Immediata la causa ai proprietari del cane e anche alla nonna materna (suocera del papà e mamma della madre del bimbo) affidandosi agli avvocati Giuseppe Vecchio e Marcello Calamia. I padroni del pastore tedesco, difesi dall’avvocato Massimo Parenti, si sono difesi fino in Cassazione sostenendo che la colpa per quello che era accaduto era da imputare alla nonna per omessa vigilanza. Se, insomma, la donna non avesse lasciato il bimbo a terra il cane non si sarebbe avventato su di lui. Tesi respinta. E senza copertura assicurativa tutti i danni provocati dal pastore tedesco ricadono in capo ai proprietari. Secondo la Corte d’Appello il comportamento della donna «era stato tenuto in un contesto autorizzativo, in presenza della comproprietaria dell'animale che non l'aveva preavvertita del potenziale pericolo, sì da doversi escludere l'imprevedibilità

ed inevitabilità dell'evento». La sua colpa, tradotta nel 20 per cento di quota da saldare a figlia e genero, è stata quell’imprudenza. Con il resto, sui 400mila euro, che viene preteso da chi non aveva assicurato il cane che a suon di morsi ha reso cieco da un occhio un bimbo di pochi mesi.

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