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Cellula Isis a Pisa, spuntano altri fiancheggiatori in città

Uno scrisse su Facebook: "Combatterò in Siria". Le intercettazioni: centinaia di migliaia di euro inviati in Tunisia per liberare l'amico arrestato. I sospetti jihadisti scoprirono di essere seguiti dall'intelligence e disattivarono i social. Uno rientrò in Italia anche se era stato indicato all'antiterrorismo tunisina come affiliato al gruppo

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