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Nuova Arena, chi sono i protagonisti di Dea Capital e le prossime mosse

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Nuova Arena, chi sono i protagonisti di Dea Capital e le prossime mosse

Pisa: il ruolo nella società di Enzo Ricci (patron del Pisa Sc) e Alessandro Pasquarelli (Ire)

PISA. Si delineano i contorni del restyling dell’Arena Garibaldi. Un’operazione dove alle questioni urbanistiche, che nel frattempo seguono il loro iter, si affiancano complesse procedure finanziarie. Ormai è chiaro come i prossimi passaggi chiave siano essenzialmente due. Il primo è la messa in vendita dello stadio da parte del Comune di Pisa attraverso l’inserimento nel piano delle alienazioni. Il secondo è il bando di gara che dovrà decretare definitivamente il soggetto-guida dell’operazione restyling. La Dea Capital Real Estate Sgr, società proponente del piano di valorizzazione dello stadio, sulla base del progetto dello Studio Iotti+Paravani, oppure un altro soggetto che dovesse farsi avanti in fase di gara, eventualità che peraltro non sembra avere molte possibilità.

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Un iter indotto dalla stessa società proponente, come ha spiegato in consiglio comunale l’assessora all’urbanistica Ylenia Zambito: «Nel depositare lo studio di fattibilità la società ha chiesto di utilizzare una nuova procedura, basata non più sulla legge Nardella sugli stadi, ma sulla legge di valorizzazione del patrimonio pubblico. Si tratta di una procedura diversa, che richiede più passaggi, ma allo stesso tempo più trasparente e in grado di offrire maggiori garanzie sia per il Comune che per la società stessa». Da pochi giorni dunque è stato chiesto di seguire una strada differente che comporta anzitutto la cessione, prima non prevista, dell’Arena. Per questo nei prossimi giorni è attesa la decisione del Comune riguardo al soggetto cui affidare la valutazione dello stadio. La stima del valore dell’impianto è infatti necessaria per procedere sia all’inserimento dell’Arena nel piano delle alienazioni sia, successivamente, alla redazione del bando di gara.

La strada imboccata prevede poi che la proprietà dello stadio, dopo la chiusura del bando, venga trasferita ad un fondo appositamente creato (definito fondo obiettivo). Nel fondo entreranno a vario titolo, ovvero con un certo numero di quote, tutti i soggetti interessati: Invimit, società di investimenti immobiliari controllata dal ministero dell’Economia e delle Finanze (attraverso un suo specifico fondo), che coprirà le spese necessarie al restyling, quei 30 milioni di euro previsti dal progetto vincitore del concorso di idee; il Comune di Pisa, che riceverà un certo numero di quote in rapporto all’alienazione dello stadio; la Dea Capital Real Estate Sgr (se dovesse risultare il soggetto aggiudicatario del bando di gara); e il Pisa Sporting Club.

Invimit, come spiegato sul suo sito internet, ha al suo interno fondi appositi che a loro volta investono in fondi immobiliari (fondi obiettivo) finalizzati alla valorizzazione o dismissione di patrimoni immobiliari pubblici gestiti da società di gestione del risparmio di mercato (Sgr).

La società Dea Capital Real Estate, con sede a Milano, non è che in questa vicenda spunti dal niente e la sua presenza si lega a filo doppio al Pisa Sc, in particolare attraverso due figure: Enzo Ricci ed Alessandro Pasquarelli. Enzo Ricci, immobiliarista milanese, è il patron della Viris Spa, società attraverso la quale detiene la maggioranza (55%) delle quote del Pisa Sc. Alessandro Pasquarelli è l’amministratore delegato di Innovation Real Estate Spa (Ire), la società che ha svolto il ruolo di advisor per conto della società nerazzurra nel concorso di idee che ha portato a selezionare il progetto per il restyling dell’Arena.

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Ricci, in particolare, è il profilo di riferimento. La sua Viris Spa è infatti tra gli azionisti di Ire Holding, il soggetto che controlla Ire e nel quale ha un ruolo importante, tra gli altri, il Gruppo De Agostini: uno dei principali gruppi familiari italiani diversificati che, attraverso Idea Fimit, è anche leader italiano nella gestione di fondi immobiliari. Innovation Real Estate a sua volta è detenuta al 45% da Dea Capital, società di riferimento di Dea Capital Real Estate, la proponente del progetto-Arena al Comune, che dunque si lega ai principali protagonisti in chiave Pisa dell’operazione stadio. Dea Capital Real Estate è considerata un’importante Sgr (società di gestione del risparmio) immobiliare nel panorama nazionale.

Le sue competenze saranno decisive per la valorizzazione dell’Arena una volta completato il restyling con la realizzazione di spazi di ristorazione, commerciali e servizi all’interno dell’impianto sportivo. Tutte attività che dovranno rendere remunerativo il fondo che sarà appositamente creato per la gestione dell’Arena, non più solo stadio, ma anche contenitore commerciale. Da lì dovranno uscire le risorse economiche per sostenere l’investimento di Invimit (e relativi tassi d’interesse) e anche per sostenere le future attività sportive del Pisa Sc.

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