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Un "vaffa" ai vigili urbani costa 3mila euro

AutomobilIsta li aveva offesi dopo una multa e loro l'avevano querelata. Il risarcimento chiude il caso

 PISA. La foga per quella multa aveva travalicato la forma risentita di chi si trova a contestare una sanzione ritenuta ingiusta. No, l’automobilista di San Giuliano Terme che nel 2011 in centro era stata pizzicata dalla polizia municipale con la macchina in divieto di sosta aveva proprio broccato. E anziché frenare la rabbia per quella multa aveva rimosso ogni filtro facendo uscire dalla bocca una sequela di offese agli autori del verbale. Un “vaffa” rotondo e diretto con l’invito ai vigili ad andare a quel paese. Senza tanti sottintesi.

A distanza di tempo quell’esortazione rivolta agli agenti è costata all’iraconda automobilista, una giovane residente a San Giuliano Terme, un conto incisivo sulle sue tasche: 3mila euro. È il prezzo pagato come risarcimento per evitare guai con la giustizia. Sì, perché la multata fuori di sé si era beccata una querela per oltraggio a pubblico ufficiale. «Lo prevede il nostro regolamento – spiega il comandante della polizia municipale, Michele Stefanelli –. Ritiriamo la querela in caso di risarcimento alle persone offese e all’ente di appartenenza come danno d’immagine».

Un importo di mille euro a testa per i due agenti e altri mille per il Comune, una sorta di danneggiato morale. Dopo la querela la Procura aveva emesso un decreto penale di condanna per l’autrice delle offese che aveva fatto opposizione alla sanzione pecuniaria. L’alternativa

sarebbe stato un processo che la donna ha evitato rimettendo di nuovo mano al portafogli. Stavolta spendendo qualcosa in più della multa contestata. Niente Tribunale e il ricordo, con il dubbio se ne è valsa la pena, di aver dato un prezzo allo sfogo concluso con un “vaffa”: 3mila euro.

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