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Truffa al Cnr, Borbotti all'ex compagna: «È tutto finto, stiamo rubando»

Nelle intercettazioni  la “confessione” al telefono di uno dei principali indagati

PISA. «Ti inventavi i progetti?». «Sì». «Ma così è rubare». «Certo». La sintesi di un colloquio tra chi non sa di essere intercettato è illuminante. Il “buco” milionario all’Ifc del Cnr può essere raccontato anche con un dialogo schietto e diretto per spiegare il sistema che ha alleggerito il Cnr di quasi 1,8 milioni di euro. La conversazione avviene tra uno dei principali indagati e la sua ex compagna (estranea all’inchiesta, ndr). Ignari dell’intercettazione disposta dalla Procura i due parlano senza freni.

È il febbraio 2015 e sui giornali lo scandalo dell’ammanco campeggia a titoli cubitali. Ci sono i primi nomi. Quello di Marco Borbotti salta fuori quasi subito. Anche perché l’hanno licenziato per la storia della falsa laurea in Economia e commercio grazie alla quale ha vinto il concorso per entrare all’Istituto di fisiologia clinica. Al telefono Borbotti, 50 anni, di Molina di Quosa, è con la sua ex compagna che gli chiede conto di quanto esce sulla stampa. «Te li inventavi i progetti?» Borbotti: «Certo che li inventavo!». La ex : «Ma se gli incarichi erano finti, chi te li dava i soldi?» Borbotti: «Vedrai... questo progetto era finto e l’incarico era finto». La donna insiste: «E i soldi dove li prendevi?» Borbotti: «Dal Cnr». Ancora l’ex compagna: «Non è rubà questo qui?» Borbotti: «E certo che è rubà». Uno stralcio utile a chiarire le premesse di una vicenda che Procura e Guardia di finanza hanno poi articolato con visure camerali, distinte contabili e transazioni tra l’Ifc e le società con cui venivano stipulate le convenzioni per far sparire i soldi, secondo le accuse nell’avviso di chiusura delle indagini notificate ai sette indagati. È presto per la richiesta di rinvio a giudizio. Alcune delle persone coinvolte ha chiesto di essere interrogate dal sostituto procuratore Flavia Alemi.

 

Gli indagati. Si procede per truffa aggravata e falso materiale e ideologico. Sono indagati Antonio Bellucci, 49 anni, commercialista, studio professionale e residenza a San Giuliano Terme; la moglie, Chiara Biagini, 36 anni, in passato dipendente a tempo determinato dell’Istituto di fisiologia Clinica; Marco Borbotti, capace di farsi assumere con una falsa laurea in Economia e commercio attraverso la quale era diventato il responsabile dell’ufficio entrate dell’istituto (fu dichiarato incapace di intendere e di volere nel 1998 e nel 2016, ndr); Eugenio Picano, 59 anni, residente a San Giuliano Terme, ex direttore dell’Ifc, che ha sempre sostenuto che le firme sugli atti oggetto di indagine siano stati falsificate e ha chiesto di essere interrogare; Daniele Ferri, 52 anni, di Fauglia, altro ex collega di Borbotti al Cnr licenziato; Simone Luzi, originario di Spoleto, 36 anni, residente a Pisa, anche lui titolare di società di consulenza così come la settima indagata, Cristiana Bracci, 36 anni, di San Giuliano Terme.

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Le accuse. Per la Procura venivano predisposte «convenzioni attive (atti pubblici) materialmente false, con le quali vari enti di diritto pubblico o privato si impegnavano, di volta in volta e in apparenza, a finanziare I’Ifc per l’esecuzione di progetti di ricerca, di fatto inesistenti; tali convenzioni erano accompagnate dalla redazione di una serie di falsi documenti che avevano lo scopo dì comprovare l’esistenza di quei progetti e l’intenzione degli enti di finanziarli». C’era poi la parte dei fondi da affidare alle società “controllate” «tramite la stipula di contratti, affidamenti diretti e convenzioni passive ideologicamente falsi con soggetti privati (società, associazioni, studi) che provvedevano a stipulare contratti di incarichi a favore degli stessi Borbotti e Ferri e di altri dipendenti compiacenti dell’Ifc-Cnr».

Falsi incarichi. Gli incarichi fittizi per 1,7 milioni di euro sono stati assegnati alle seguenti società o associazioni, tutte riconducibili agli indagati non assunti al Cnr con il commercialista Bellucci nel ruolo di amministratore di fatto: Aristocratica Domus Srl, 108mila euro; G&S Srl, 67mila euro; Quality Healt, 157mila euro; A-Sia, 75mila euro; Piccilab, 34mila euro; Bc Antares, 378mila euro; Gestione & Studi, Spa, 401mila euro; Omnigest Srl, 108mila euro; Epidemiology & Nlp, 361mila euro.

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