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Turismo, in 8 mesi calano di un milione i pernottamenti

Allarme della Confcommercio: la candidata alla presidenza Federica Grassini chiede di potenziare il marketing

PISA. Candidata unica alla presidenza di Confcommercio Provincia di Pisa, in attesa della proclamazione del prossimo primo dicembre, Federica Grassini si prepara nuovamente a rappresentare le oltre 5.300 imprese pisane associate. E tra le sfide decisive un capitolo fondamentale è riservato al turismo. «Una leva poderosa per generare sempre più economia, innovazione, ricchezza, lavoro, soprattutto per i giovani di Pisa e dell'intera provincia. Ma occorre uno sguardo strategico nuovo, alzare l'asticella dell'accoglienza e spingere i motori al massimo, perché non è affatto scontato ripetere e migliorare i buoni risultati del 2016».

Grassini lo dice mentre consulta i dati di Banca d'Italia relativi a presenze, pernottamenti e spese dei turisti stranieri nei primi otto mesi del 2017: «Da gennaio ad agosto di quest'anno, i turisti stranieri hanno speso 40 milioni di euro in meno rispetto al 2016, con una perdita del 18%. Il dato non è migliore in termini assoluti: lasciando perdere Firenze, da gennaio ad agosto gli stranieri hanno speso 276 milioni di euro a Lucca, 263 a Siena e solo 183 milioni a Pisa, che risulta essere la quarta provincia in Toscana. Non c'è da sorridere neanche sul numero notti di trascorse a Pisa: da gennaio ad agosto Pisa fa registrare un milione di pernottamenti in meno rispetto allo stesso periodo del 2016, con una perdita netta del 30%, mentre contestualmente è calato anche il numero di viaggiatori, “solo” 623mila rispetto agli 848mila dello scorso anno».

Grassini non nutre dubbi sul fatto che le potenzialità restano enormi: «Facciamo fatica ad assumere fino in fondo il ruolo di città turistica, ma se vogliamo avere un futuro all'altezza delle nostre ambizioni, questa tendenza deve essere risolutamente invertita. È inaccettabile che un qualsiasi turista straniero spenda in un giorno 145 euro a Firenze, 122 a Siena e solo 93 euro a Pisa. Per non parlare poi della permanenza media e del turismo mordi e fuggi monopolizzato dai tour operator, ormai concentrato in poco più di un'ora. A queste condizioni, a lungo andare, l'intera filiera turistico-ricettiva rischia di essere seriamente compromessa».

Secondo la presidente, «fermo restando i cospicui impegni economici e professionali degli imprenditori, per fare il salto di qualità occorrono seri e oculati investimenti pubblici. I 72 milioni di euro per il People Mover, ad esempio, non sembrano al momento corrispondere né al criterio di utilità né a quello di oculatezza. L'assenza di percorsi turistici decorosi e riconoscibili, di coordinate strategie di marketing e di promozione, di autentiche politiche di destagionalizzazione, di lotta seria alla concorrenza sleale e abusiva, sono ulteriori punti deboli sui quali occorre intervenire risolutamente».

«C'è molto lavoro da fare e non ci tiriamo di certo indietro – conclude Grassini – ma è impensabile immaginare un qualche sviluppo al di fuori del turismo, anche in termini di occupazione. Sono proprio le imprese di alloggio, ristorazione e servizi turistici ad essere in

testa alla graduatoria delle imprese alla ricerca di giovani, addirittura il 55%. Una tendenza che in una città come Pisa, così legata al turismo e con una popolazione studentesca di oltre 55.000 unità, potrebbe da sola generare un movimento e un dinamismo incredibile, a vantaggio di tutti».

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